INNO DELLA VECCHIA PULCE

Tra la gente che sorride

sotto quel balcone

fra due frassini spogli,

nel via vai della routine

seduto su una panchina

con le gambe gelide

e le mani sudaticce,

ad un tratto troverai

quel ricordo di una storiella buffa

quella volta, solo in mezzo al nulla.

Ti ricorderai un sogno ricorrente

o della fragile morte di un grand’uomo che amasti.

La piccola pulce nell’orecchio arriva

e parlerà, parlerà.

Si farà ascoltare

e farà in modo che,

tra la gente che sorride

sotto quel balcone

fra due frassini spogli,

nel via vai della routine

seduto su una panchina

con le gambe gelide

e le mani sudaticce,

tu non possa sfuggirle.

Affinché tu possa perdonare,

possa rimanere deluso

o al contrario trionfante.

Che tu possa sentire

l’arbitrio, libero

quando tutt’a un tratto

arriva l’angelo

arriva il mostro

arriva la pulce.

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CC