Attimi

Nella mia essenza di martire
ho interrogato
lo specchio dei giorni
con cruda arguzia,
scolpito
dai tuoi soli raminghi
abbandono
i presidi della vecchia memoria,
venti notturni,
estasi inquiete,
inverni fetali.

Mi sono lasciato morire
e nel muto silenzio
a te mi avvolgo.

Per S.

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Un’anziana ucraina

a 90 anni

aspetta ancora la favola del papà.

Non vuole cedere la terra,

dunque deportato.

Morirà nelle braccia del gelo

siberiano

pensando alla sua bambina,

maledicendo il bastardo

rosso.

Che la terra che hai collettivizzato

ti sia pesante

come una favola mai terminata.

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Anima fragile,
afferra la felicità.

Alla luce

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Alla mia anima sempre in orchestra tra i pensieri che non seguo più,
persa nella luce di un nuovo mattino che lascia volare il mio cuore leggero.

Da I Canti della Notte

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Ci sono giorni di pioggia
Che traggono con loro sul fondo
Le isterie di un mondo
Di cui conosco solo un’oncia.
Un’esperienza immediata
Rapida come un bang,
Tragica come
La sua fiammata
 
Ci sono giorni in cui piove
Mai come oggi,
Ci sono giorni in cui è bello sentirti
Scandire le ore
Ma nei tuoi appunti
Leggo che piangi.
Sarebbe meglio lanciarsi al giorno
Nudo o vestito di stracci e
Lasciare i consigli sfumarsi
Contro la luce del Sole
Guardarli annegarsi
Prugne in un mare di Viole.
 
Ci sono giorni in cui il passato non conta
Conti definizioni sommarie
Incise nel legno incolore sopra ogni porta.
Ti trovi a piovere in giù, cercando parole
A cavallo tra la mente ed il cuore
Orme nel deserto separano il giorno e la sera.
Wallendream,
Il poeta nomade

Miele

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E come su questo bianco,
si incidono sul cuore parole
indelebili, simboli di gesti
inespressi e puri per coloro
che sanno capire.

tu

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sei l’inconfondibile odore di casa

giocattolo.

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gioca coi miei occhi accecàti
cucimi la bocca e le orecchie
prendi il mio cuore strappalo
sfilami le vene i nervi i tendini
legali insieme fanne una palla di stracci
scola il mio sangue che arde di veleno
usa la mia pelle non è quello che vuoi?
butta tutto il resto e copriti di me
frantuma le mie ossa come sabbia
tira i miei capelli come redini di cuoio
e frustami per farmi andare forte
dove tu vuoi io ti seguirò
incapace di negarmi credo
al tuo egoismo mascherato
non m’importa
io sono altrove.

il lago di m.

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fammi posto in quel sacco a pelo
supero di poco il metro e mezzo
peso meno di cinquanta chili
la tua età ingombrante non mi lascia spazio
la tua età che è anche la mia del resto
le rughe del tuo cuore mi soffocano
coi loro silenzi assordanti
hai tagli infetti che curi da solo
spogliando con parole di miele donne già nude
senza vello e senza pudore senza tenerezza
carpendone gli attimi senza colpo ferire
e senza nulla rischiare o investire
torna qui sotto con me ancora una volta
se siamo più sconosciuti adesso
di quando non c’eravamo mai parlati
ti prego rientra in me coi tuoi pensieri
abbandonati e ascolta i miei colori veri
fammi accarezzare i tuoi abissi
come la tua barba grigia
e nuotare negli occhi di ghiaccio
che mi sciolgono il ventre
mi rannicchio nel tuo giaciglio vuoto
volevo solo un po’ di spazio in fondo
tu raccogli macigni sul fondo del lago
come castagne e frutti di bosco
ne hai così tanti e le stelle indifferenti
sono troppo lontane
come noi due.

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