Drago, lingua di fuoco

parole veloci di tuono

contrasto roccioso

di grotte e dirupi

se non volo libero e cado

mi inerpico geloso, vile , contagioso.

 

Tra pozzi profondi collegati orizzontalmente,

è la mia mente

fossa comune di lettere

morte di speranza

in casa della comprensione,

e colate laviche di retorica

inceneriscono e fondono la logica

anche se

manco di niente, manco di tutto,

nell’assenza del giusto gusto.

 

E chiaramente odio ogni giorno,

ogni giorno senza te

che passa inesorabile

e finisce mutilato, dissanguato,

essiccato.

Eccone uno che termina ancora,

così mi accontento

di verità simili o simulate

sporcandomi in pozzanghere

su mafioso cemento.

 

Ti sogno saggia, nell’antica Roma

alle terme di Diocleziano

in un mondo chiaro e pagano,

gallerie e acquedotti di acqua pura

con scritte latine sotto statue dalla folta chioma;

riusciremo ad avviarci lontano

se infuocato senza lamento

servirò me stesso contento.