Alzi lo sguardo,

i tuoi occhi neri riflettono il cielo.

E se blu si riflette su sfere di carboni

anche Dioniso urla e sconvolge

e agita il diurno e il notturno.

Apri il tuo sorriso,

vibrano le coste Atlantiche

al flusso di onde insistenti,

è un suono battente, come tamburi avvolti da seta,

e ridono, ridono di gioia vera.

Annunci il tuo nome,

l’ho già sentito,

ma su di te fiorisce con vesti nuove;

c’è oro in ogni campo che ariamo,

tra parole d’agrumi succose spremute

penso al tuo volto non nuovo per me.

Dimmi,

cosa aspettiamo a baciarci?

Ma entrambi, uccisi dall’abitudinario,

nel meglio, cercando questo disinibito piacere

di scoprirsi amanti,

razionaliziamo

e la filosofia delle nostre nuove vite

ci costringe a rimanere soli.