Dell’aroma tuo rimane il mio imbarazzo

del saccheggio di dolcezza,

l’aridità mi rende barbaro.

Ma chi mi vede? Pazzo e vigliacco,

con la voglia di decadenza

che vince le sottigliezze.

È la perfezione estetica dell’amore

dell’anima mia il turbamento eterno.

Il tempo, piano, lo accresce.

Sola speranza è la certezza

della fine di questi giorni,

del mattino mite che accarezza e cresce

una campagna libera dal rumore,

dell’orgasmo, del cuore e della terra

che muovendosi al grido eterno della vita

mi appacifica con le paturnie.