Adorare

Non credo in niente

ai giorni nostri non si crede

non si pensa

e non si vive.

Sembro

un essere umano, vivo.

 

Ma viva è questa morte,

che anche tu sembravi vivere,

quando stavi per mancare

vivo lo eri di più,

nel mio cuore,

che non voleva lasciarti andare.

Oggi vai, portandoti dietro tutto,

oggi vai su una nave carica

della tua vita,

di quello che hai compreso

ad essere amato, ad amare.

Un amico, un padre, una madre, un fedele compagno,

un fratello, un amante

un pezzo di me se ne va

insieme a te.

O forse avrà più valore;

mai saprò darne del giusto a questa vita,

mai riuscirò a farmene una ragione

di questo inferno

che si colora poi d’immensità

al cospetto dell’esistenza.

E della tua infinita luce che ha illuminato le mie tenebre,

sconfiggendole per me, standomi accanto,

accompagnandomi all’alba nei pensieri del suicidio

in passeggiate senza fine, senza meta;

nell’estasi dei prati

ho vissuto l’adorare.

 

E un cane, come ogni dio dovrebbe essere,

non chiede niente in cambio

per questo splendore dell’attimo vissuto insieme,

perchè viva testimonianza

di ciò che più vivo c’è,

di ciò che fece lievitare San Francesco

e bruciare i riti pagani

è avere questa sensazione rivoluzionaria,

opposta alle profonde radici dell’umano odiare;

mentre io, un ignorante uomo qualunque,

apprendo questo solo sul finale inevitabile

avendo la coscienza seppellita sotto strati di vite indifferenti.