Iniziazione alla solitudine di un malato d’amore

Sento di lanciarmi,

di aggrapparmi alla mia esistenza

e ripartire

sul quel sentiero

tracciato dal ritmo del mio cuore

oltre il presente soffocante

oltre il domani oscuro

e recitare i miei canti orfici

per proseguirne la scrittura ed il cammino.

Perché

fino a che punto ci potremo riflettere

dentro a uno specchio di fronte ad un’altro specchio,

per trovarne il fondo dell’anima che bramiamo

e che mai potremo possedere

anche se ti prometto

che ti amerò per sempre?

Eppure,

la nuova fiamma che mi divampa,

dal sentimento libertario

e dal sapore anarchico, si esprime.

“Se non da solo,

scalando le vette più alte del mondo,

chi sarei

se non la roccia che tocco

di mia mano

per l’uomo che sono?”