Lembi

di pelle che aulenti or raschiano

vene con termiti e gemiti vincono

il coro solingo sconfitto nel soffio di

braci che stridono fumano è già tutto

Maestosa

l’altura dell’uomo ingravida verdenti

pistilli e cancrene mentre mi strazio

all’ombra di luci sottili che strillano

Adesso

tu dammi le tremule ore che

sibilan ferme e le gemme marcite

di brame che umane vi giacciono

Silente

permane del cuore il colpo

e m’assimilo etterno dilanio

il mio cranio per darmi ad

Sorridimi

spenta.