Illudimi ancora tu dunque

superba finzione danzante fra

spazi senz’aria ed il freddo che

preme mi dona l’eterno respiro

contratto e fatale

idillio di divi mai nati e di stelle

già morte ma

mai.

E quindi rimenami spettri

fra l’occhi soffusi pei

lumi e stoppini consunti

d’un tempo che fugge ma io

E’ solo un dipinto sfumato nel

rosso e nel giallo poi nero ed il

verde ed io sono

pittura pennello e la

tela fra mani callose ed esperte

che inquiete mi tracciano

il solco che scava lo sterno

mio umano che ingoia la

neve.

E voi versi vi scrivo qui assente

a me stesso arrivandomi lemmi

che riempiono il cuore e la

milza e non sono più

umano.

 

Tu brilli

silente.