Vive(re)vive(re)vive(re)vive(re)vive(re)

e poi rivestiti di questa ostinata percezione di non essere soltanto una vaga scintilla nella costellazione umana ma di essere parte di un tutto di poter sentire che queste percezioni immagini sensazioni brividi silenzi pensieri sono parte di tutto e te che pensi che non c’è niente di nuovo che sorridi come la prima volta che mentre guardi tutto questo ti nascondi dalla marea e vorresti non esistere rimanere fermo immobile davanti allo scheletro degli eventi non startene lì impalato a fissare le ombre di una vita che ti passa davanti come qualche libecciata di novembre la tempesta ti coglie inaspettato ti lascia senza respiro ma tu forse vuoi morire così sorridi mentre pensi che questa non è la prima ma che non sarà nemmeno l’ultima volta che in questo cazzo di mondo liquido sono forse liquide anche le emozioni e che come la lancetta dell’orologio di casa mia tutto passa scorre ritorna rivive e te che mi dici ancora che vorresti strapparti i capelli per questa storia dell’eterno ritorno mentre ti illudi ma sai bene che le lacrime non scalfiscono l’ossessione di essere una lancetta in una vaga esistenza che vorresti fossero sempre le otto e un quarto mentre ti dici che vuoi imparare a nuotare che questa cosa di dover affogare senza imparare dai cambiamenti della marea proprio non ti piace ma io e te ti dico mi dico ci dico che bisogna vivere, vivere ancora e vivere vivere vivere vivere vivere vivere vivere vivere vivere vivere vivere