V per vaffanculo.

Mi chiedo come speri di mantenere il mio amore,
o il rispetto altrui se sei una consumatrice senza fine;
ciò che prima disprezzavi – perché di mia proprietà -
ora lo ami.

Piacerai alle tue nuove prede che incatenerai tra le tue ragnatele amichevoli.

Tu e il tuo sorriso diavolesco,
la tua perfetta messa in scena del dolore,
la tua meschinità:
tutto ciò che ho cercato di ignorare
ora, spero, faccia male -
anche se ci vorrà del tempo -
a chi stringi tra le tue braccia
chiamandolo: ‘il mio cuore’.

Pregherò perché tu possa gioire una felicità falsa il più tempo possibile,
dopo, però,
sarai disintegrata dal ‘non abbastanza’.

Bevi pure il sangue.