Il mio Dio è femmina

Scrivo ciò che sento
Ma cosa sento io?
Sento il bisogno di trovare Dio

Nelle mie idee si nasconde
mentre io lo chiamo a gran voce
ma si diverte e mi confonde
allora gli sussurrò sotto voce:
“perché non vuoi farti trovare?
io ti sento, sono vicina
quassù, oltre la collina
vibra potente il tuo respirare”
Per me dio è non convenzionale,
motore immobile mancato
verità oscura che rivela il male
un tale, fuorilegge ricercato

Il mio dio non è una cosa seria
ha l’umore di un colore, volubile
mutevole, come una forma nubile
promessa sposa della materia
Libero, informe nel suo divenire
ripudia la regola e la ragione
è intuizione, destinata a fallire
a iniziative astratte fa adesione
Voglio un dio con idee future
che nega sé e la sua forma
dio lo invoco ma mai ritorna
smarrito in luoghi di sfumature

Il mio dio è femmina, una dea
abita i meandri della finzione
Lei si chiama immaginazione