CSI – Irata

S’aggirava ieri sera per le strade di Niguarda un mostro piegato,
ubriaco, cornice d’un vuoto, identità d’un buco.
Mormorava bestemmie d’un dio indifferente,
d’una madonna che non lo sente,
d’un nonnulla ch’è tutto, tutto estenuante.

Con gli occhi annacquati vedeva solo la punta dei piedi.
Per una volta senza rotte aspettative
né naufraghi progetti di vita futura,
un’altra volta camminava.
Oggi nuove violate prospettive riaccendono la sete,
stanotte ancora piegato sui piedi.

Una carezza insolente là dove il corpo non resiste
rinnova la promessa sciocca vacua solenne
di bastare a sé.

Gli occhi si chiudono – reset
Domani s’apriranno – tutto come prima.

L’amore sparge miele sul martello
cui la schiena del mostro fa da incudine.

Duecentomila passi – le ginocchia piegate
non mi portano lontano da me.