Il Bucobecco (o “Come ho venduto una poesia per un Negroni”)

Vendo al miglior offerente
(per molto poco, molto probabilmente)
La serietà, la di lei parvenza,
dell’arte per cui faccio militanza.

Sono dunque qui a prostituirmi,
(Vogliamo una breve parentesi,
Fugace e concisa,
Sul fatto che non posso pagare un’esperta
Se voglio morire o trombare?
I momenti davvero grossi della vita)
Prostituire ciò in cui credo
E prendere un gioco (il tuo non-sense tartagliare)
Per davvero.

Sarà valsa la pena d’aver venduto
Una cosa che a me non costa?
In cambio cosa mi resta?
Se piego la testa alla voglia di giocare
Cambia il mio stile, alterna la chiave
Che apre la casa di ciò che mi fa male.

Il bucobecco stasera m’ha spiegato
Questo fatto esistenziale.