Non questo

No, non ora, non qui.
Orazio, nego quel che vedo,
nego questo corpo e fluttuo nello spazio,
nel cielo al di là della tua filosofia,
abbraccio l’amore delle stelle.

Oltre questo corpo c’è dell’altro,
questo corpo non lo sente,
è piccola questa mente, non capisce.

No, non ora, non qui.
Affermo solo l’aerea stanza
con i muri di vetro poroso
ch’esiste come miraggio là,
dove-quando non c’è questo mondo.

L’idea ch’è oltre questa materia
è materia d’altra natura,
d’altro mondo ch’è negativo,
d’altro tempo che scorre in alveo diverso.

Trascendenza – sospinta dalla forma contraddittoria
del luogo che mi ospita, l’anima s’eleva.

M’angustia il mondo, e mi stringe –
Schizzo via.
No, non ora, non qui.
Nego ciò ch’è vero, io plasmo e rimodello -
m’illudo: così procedo.