Le parole sono stanche

di essere lasciate sull’asfalto

di quel tuo mondo concreto

lasciato incollato al desiderio.

 

Ora Marsala sorride

ai tuoi ricci neri

come l’erosione del mare

sulla lava.

 

Sospira il tuo seno

con la roccia dura

dello scoglio.

 

Io patavino,

pagano di un dio dimenticato.

 

Io qui,

con le tue labbra incise.

 

 

A.27