Guy Debord [fuori bordo]

Immaginai
società senza immagini
specchiarsi
in pozze cupe di scuri anfratti
cani
sdentati al portone del macello.
Uccello                   [oooh, yes]
chi arretra senza scudo
chi lo scudo schizza
di violenza o di mostarda.
Io,
le corde tese del mio limbo
muto, sordo, bimbo                      [fui quel che sono]
solo sviscerai un piacere senza guscio.
Soli
sorsero qualora
l’ultimo sorso
mi gettò
in cupa disperazione