Ιφιγένεια

Tragica indagine retrospettiva
mi rende atroce il sopportare
l’ingiusta condanna. Dicesti un giorno
mi avresti vista fiorire di soavi
tenerezze. Così, supplice egoista,
resto insensatamente attaccata
al mio sì forte sentire. Cieca,
faticosamente e colpevolmente
ad eterno pianto me stessa condanno.
Inerme giaccio sporco il mero volto,
forse non è poi tanto triste
guardare il mondo da sottoterra.
Mamma, sai? Ho deciso di morire.
Sii felice, a te sola consacro
l’amore per la vita che leggera
saluto. O cara luce, addio.