ANIMA DI CONFINE

Muovo passi lontani, ritmando

il cammino sull’anima mia,

ora allegra ora triste, che

cambia i suoi colori come al

passaggio di nuvole e vento.

Cerco quel luogo sospeso, dove

l’urbano e il nulla si contendono,

dove la città come un mare,

spande e ritrae onde di cemento

sulle rive di quello che ancora

vorrebbe essere natura. Incedo

sulla linea di spuma di questi

agglomerati grigi, rincorsi dal

verde e dal marrone.

Tutto si placa in me, vagando su

questo confine incerto, che mi

somiglia, non essendo mai niente

di compiuto. Scheletri di fabbriche

con i colori del bosco, come le

parti del mio io, che non sono

mai assolute. Dove se non qui

posso trovare il mio posto ?

Qui dove, nell’alternanza del

tempo, tutto si è fuso.

Qui dove lo spazio al centro e

il margine coincidono.

Qui dove la mia anima dai mille

colori si sente protetta perché

non ha bisogno di avere un senso.