Vorrei poter cullare il tuo dolore,
farlo smettere di sanguinare
almeno per un’ora.

Vorrei perdermi
nelle tue iridi fluorescenti,
nelle profondità abissali delle pupille.

L’insostenibile assenza della tua bocca
mi logora l’anima
o quel che resta di essa.

Incastrati sulla poltrona,
polverosa,
si stava bene.