L’ Ulisse

La sera di luglio in cui
Ci siamo stretti la mano
Per la prima volta dicendo
“Piacere”
L’ Ulisse è salpato con la sua
Nave ha deciso di percorrere
Distanze immense
Lo spazio tra due anime
Lo ha ricucito con ago e filo
Portatili e ha stretto
I punti con nodi
Indistricabili
Con la forza dei suoi anni
Migliori ha costruito un ponte
Nessuno lo ha mai visto
Lo ha reso invisibile agli occhi
Cosicché fosse indistruttibile
Lo ha percorso infinite volte
Da un capo all’altro delle anime
Trovando in esse conforto e
Riparo ai suoi sogni.

Ma quando un giorno
Allontanandosi l’una dall’altra
Le anime si sono perse
Nei grovigli della vita
Il ponte che le unisce
Si è allungato talmente tanto
Che l’ Ulisse si è sentito perduto
Nel mezzo lontano da
Entrambi i capi
È invecchiato sotto il peso
Della distanza e non ha più
Adesso le forze necessarie a
Ricongiungere gli animi.
Così si perde chi dalla
Storia dalla mitologia
Dalla letteratura
Era destinato a dividersi la vita.

Così io e te abbattuti dal
Peso delle distanze erriamo
Stanchi su strade rigorose
E spoglie del nostro tempo
Ma ancor resiste il ponte de l’Ulisse
Ogni trave scritta con cifra
Diversa dalla precedente
Si allunga dietro ai nostri passi.

Rammenta ora che nel giorno
In cui saremo pronti
Basterà voltarci e tirare.
Se mi sentirò spinta lungo il ponte
Verso te non marcerò
Con venti opposti e io lo so,
Tu farai lo stesso