#78 Flavia (3)

Flavia
Io ci ho provato a descrivere
I tuoi occhi di palissandro
L’odore di quella sera, di quel tramonto
che era un rogo su Firenze
la tua pelle chiara
così
chiara
che si confonderebbe con la luna la notte
se non brillasse di luce propria

Flavia
Perché perdere tempo a cercare di descrivere di nuovo le tue
lentiggini?
Perché divagare? Perché non divergere?
Io ci ho provato ad affezionarmi ad altri
Ma i loro morsi lasciano segni solo sul mio collo
E il mio cuore recalcitra
Più testardo di me, il bastardo

Io ci ho provato a dimenticarti, Flavia
Pur senza conoscerti
Ma sei indelebile come la morte
Che neanche Cristo può cancellare

Perché perseguiti i miei pensieri?
Sei forse il mio Despota?
Devo comporre anche io una tregua?
Ma l’inverno è già alle porte, l’estate coperta dalla brina
E io sono il Despota di me stessa

Accetteresti però di essere la mia Ermione?

Per me sarebbe un

Piacere
Tra onde pini gelsi e nudità