Per te e per me, ma sempre per lei.

Io e te,

ombre ai piedi

del gigante che camminava

bello tra schiere di genti.

Tu,

un minuscolo essere biondo

occhi del mio nome,

vivevi di poche parole,

rade come i nostri sogni.

E guardavamo i suoi,

brillavano al sole;

quanto ci siamo affannate

per accarezzarli.

Io,

un essere altrettanto minuscolo,

non per statura,

ma per confronto.

Sorriso grande

di chi non sa parlare.

Lei che parlava bene

sempre,

ci prendeva per mano,

ogni volta che non vedevamo.

Lei stanca della vita,

di quelle notti bagnate,

e il panico dal cordone ombelicale.

Quei suoi capelli folti,

senza una regola,

denti bianchi di chi non ha paura.

Lei sale e terra,

fuoco e vento.

Lei era mare dentro.