20/3/17

Com’è facile sorridere all’altrui disio

com’è lieve l’increspatura del labbro,

distesa

nell’apertura alare di un raggio di luce,

che illumina l’altro e non ha rifrazione,

non vuole uno scambio

per essere amato, compreso,

violato nel bene

che par solo dare.

E’ acre il sorriso dell’anima chiusa,

perduto nell’atto dell’esportazione

di merce non propria,

che lacrima e sfianca

un giorno di bello e che poi

marcisce

nell’anima sola

e morta di

riso.