E poco a poco il dolore si attutisce

si ritira, va sempre più giù,

come un’ombra si annida nei polmoni

nel fegato

nello stomaco

eppure resta là, da qualche parte

a fare male come prima,

solo che adesso non piangi più.

Graffia dall’interno come un’accozzaglia di vetri rotti,

poi i tramonti e la nostalgia della sera

che inghiottono tutto quanto c’è di bello;

solo oscurità davanti ai tuoi occhi.