Autori

 

Foglie di betulla



Baciami

come un tornado accarezza

foglie di betulla.

Lamenti d’ego



12/02/19

Finiranno le pagine

ma non finirà mai la voce

per urlare parole

a queste inutili persone

di un mondo triste e freddo

di un cuore scuro e terso

 

Non basteranno le pagine

non basteranno le parole

per esprimere il mio cuore

in questo luogo.

Immenso

nostro

vivere.

 

Parole nella notte



Le parole della notte

quelle scritte al buio

le più pure

l’inchiostro sovrapposto

righe inesistenti su fogli bianchi

 

E i pensieri diventano frasi

scomposte, sconnesse

ma piene d’emozione

frasi lacerate

dallo scrivere di una penna

 

Su di una mente tormentata

che non è mai sola

non è mai lontana

da quelle parole

che con la luce, domani, non sono più

Sola(mente)



Sono solo sogno

senza segno

di sostanziale

sostentamento

Giallo



Accadrà. Che accadremo. Ancora vicini
su un muro. Vicinivicini!
Accadremo? Non lo sapremo.
Ce ne faremo una ragione.
Il muro giallo dell’accettazione.



Vento che sradichi gli alberi,
e cambi la mia faccia di velluto;
perché non torni più
a gonfiare la mia vela?

……………………………………………………………………………………………………

Non mi importa che sia amara,
pur che sia medicina.
Sono stufo di addolcire i veleni,
capitalisti della mia ipocondria.
Mi sono immerso in questo oceano
senza saper nuotare, né gridare,
e ora che annego ti penso, mi illudo
tu venga a salvarmi. È tardi,
ho perso il treno; sono anni in ritardo.
Nemmeno avevo il biglietto.

……………………………………………………………………………………………………

Ti amo tanto.
Ti penso poco.
Saranno gli studi,
o la masturbazione.

Adolescenti brizzolati



I giovani di quarant’anni
scrivono canzoni dietetiche,
non guardano più la televisione,
ma al più un cellulare
dove mostrarsi banale
è una dimostrazione di libertà.
I giovani di quarant’anni
scrivono poesie che sembrano spot pubblicitari
e tendono a filosofeggiare
con in mano un Campari,
di ingialliti ideali
ed estetiche annacquate.
I giovani di quarant’anni
non hanno paura di mostrarsi vecchi,
anzi, più che altro è il loro fascino,
purché sia sempre di un certo gusto
e con poche rughe,
nel punto giusto.
I giovani di quarant’anni
sono cresciuti negli anni novanta
dei quali si portano la tristezza
ma non la rabbia, intenerita
da quell’irrefrenabile disfatta
che è la vita.
Ed io, che li sbeffeggio da fuori,
non riesco mio malgrado a ignorare
la loro unica ribellione,
la loro soffocata e conformata
malinconia.

Daffodils



Non una lacrima
da quando non ci sei

Immobile
fisso il vuoto dentro di me
fino a perdermi nel tuo abbraccio

Rifiorire

Vento nel vento



Ascolta
nuvole
nel silenzio del tuo cuore

Leggero
un bacio
sulle tue labbra rosa
tramonto



Ecco la prua che fende il mare
e mentre butto fumo allo zefiro,
mi pare ancora di sentire
il sapore che tu mi lasci in bocca
quando con la tua luna dritta,
della mia ne evidenzi gli errori
che poi con fatica riesco a non guardare.
Quando non ci sei è facile capire:
noi non saremo mai;
sempre e solo tu ed io.



Dove vai, limpida rugiada,
dopo le prime ore
fresche del mattino?
-Torni aria.
Ma un’altra volta
scenderai su questo fiore
a rinfrescarne i petali;
un’altra volta
sgorgherai sulla mia guancia
a dar frescura ai miei pensieri.

Universo



Da dove sei arrivata, tu?

Riesci a spiegarmelo?

Nodi



L’attesa

quell’odore fermo negli spazi tra le dita

sono ciò che ora mi rimane

Occhi negli occhi, vestiti per terra

lancette dell’orologio che vanno avanti

e io e te

quattro mura

qualche bicchiere di vino di troppo.

E ora sono sola.

DODICI APRILE



non mi piace chi non rischia

chi non si fa attraversare da quel brivido

prima di fare una cazzata

prima di prendere quel treno

chi per paura di fallire rimane al proprio posto e si/ti nasconde dietro a un muro

chi aspetta e non va a prendersi ciò che vuole

chi lascia per non essere lasciato

chi non dice di sentire la tua mancanza

chi non ha il coraggio di Amare

A questo punto,

io penso,

non mi piaci tu.



ti dedico

le parole più grandi

mai abbastanza



portami in braccio
portami fino a quelle collinette
sediamoci ed ascoltami
ascolta me, che non sono mai abbastanza

mai abbastanza brava
mai abbastanza talentuosa
mai abbastanza bella
mai abbastanza magra
mai abbastanza grassa
mai abbastanza cinica
mai abbastanza simpatica
mai abbastanza vestita
mai abbastanza nuda
mai abbastanza timida
mai abbastanza sicura
mai abbastanza normale
mai abbastanza speciale

portami in braccio
portami fino a quelle collinette
portami in braccio
non sono abbastanza leggera?

ripensamenti



ora che ci penso però
forse
potevo anche dirtelo
che ti amavo
prima che cessasse di essere vero

A Diego S.



ho come la sensazione
che solo il tempo può
lenire i tuoi passi
sui quali lotti,
con la tua coscienza,
la forca di cui hai paura.
coraggio, credo di porterà
tanta saggezza e una strada
un sentiero sul quale forse,
ora poco battuto, si affacceranno
visi e sguardi curiosi, di una vita
a dir poco turbolenta, timida
introversa e controversa fin’ora.
Solo il tempo saprà dirti,
affidati e magari ti innamorerai,
una delle tue più grandi paure.

ora taccio, tra il sottile confine
di un giudizio di una vita
e un consiglio di un amico

Chissà se a loro manca



Laggiù
Li vedo.
Parlano, ridono, bevono
discorsi che non capisco,
sorrisi che non comprendo.
Io
sola in un angolo,
Immobile,
come se il tempo
mi avesse dimenticato
Brusii confusi
cin lontani
Mi chiedo,
chissà se a loro manca
conoscersi dentro e non per dovere
chissà se a loro manca
parlarsi con l’anima
e non con gli occhi.
Da lontano,
Li riconosco
sono quelli dallo sguardo vuoto
Occhi,
riempiti di parole
per paura,
di scoprirsi
Ciechi.
Chissà se a loro manca
Mi chiedo



Guardo te,
mi interrogo.
Non c’è molto
da capire.

E’ come girarsi
e rigirarsi
nel letto,
per dormire.

N.28

keine Rettung



trema
ti troveranno
anche senza sentire il rumore delle tue ginocchia vacillanti

ti sconfiggeranno
nella penombra del tuo antico sonno leggero

verrai sottomesso al tuo tramonto
e solo allora bramerai l’odore di un’alba
che non vedrai sorgere mai più.

Fonderanno quel che resta
dalle tue vuote macerie.

Sapevi
che dove più risiede la paura
lì cresce la vera salvezza.

Ora,
non ti potrai più liberare,
perché da inevitabile mortale
oltre l’apparenza non ti sei saputo ingannare.

e così
inizi a bruciare

Blu fiordaliso



Il riflesso della tua pupilla
mi pietrifica
come calore con l’argilla



La vita è composta di cantilene:
“Ciao, come stai, tutto bene?”
Così tante parole,
vanamente evocate,
emergon da gole
e da menti ingabbiate
in un ampio ed effimero formulario.

Questa vita è una grande altalena
- sale, scende, scende, sale-.
Cosa significa fare del male?

Estate



Brucio d’amore per questa stagione dannata

che fa tremare l’aria

calore sciogliente

fonde cuore e testa

non li distinguo più

come si chiama il colore dell’estate?

Eterno ritorno



Fai conto:

buio pesto
luce artificiale
scatolette di tonno
ebrezza nervosa
perdita distruttiva
felicità evanescente
curve raddrizzate

Tutto ciò
per te adesso qua
con il mondo intorno che sparisce
lo rivivrei
magna cum laetitia



In ginocchio fermo immobile, come pietrificato

lo sguardo perso e vuoto, inerte e ormai sfibrato

 

per terra sparsi intorno, frantumi di mobilia

dentro la stanza chiusa che da tutto il resto esilia

 

la mano malridotta mostra tagli profondi

e il suo gocciolar sangue scandisce quei secondi

 

un urlo si leva, e l’aria attorno spira

non riesco più a trattenere la mia ira

 

 

Ensomhet



Ensomhet av et univers fullt av mennesker.

Qualcosa di vecchio, Qualcosa di Nuovo, Qualcosa di Blu



Cose vecchie, appena comprate
Cose nuove, mai ritrovate.



Questi tuoi sguardi
Sono baci legittimi
Di due anime proibite.

Pensieri Sparsi



Una clessidra vuota
Che misura il tempo,
Ecco come mi sento.
E tu, vai a tempo?

Predico bene,
Razzolo male.
Predichi bene,
Razzoli male.

Un semaforo spento
A gestire il tempo
In un angolo spento
Di questo tempo.

Rime alkaline,
Pensiero fine.
Alla fine,
Non sono rime.

Parole confuse in sguardi chiari,
Chiari silenzi in sguardi confusi.

Soffusi, chiusi pensieri,
In lacrime assenti di occhi cinerei.

E tu, come ti chiami?
Mi domando se mi ami,
Mi domandi se ti ami.

Facile parlare quando non hai da fare,
Prova a fare mentre devi parlare,
E poi prova a pensare.

Urlare, gridare, strillare,
Vorrei vomitare
E invece mi ritrovo a parlare.

Tacite sofferenze in palesi veemenze.

E tu, come lo chiami?