Autori

 

Non così, non oggi, non qui



Tra tutte le sfumature, a tratti scabrose, dell’esistenza,
mi pare che non vi sia cosa più saggia
di scorgersi e cogliere una sostanza diversa.
Questa è la vera rivoluzione:
comprendere ogni forma ed ogni colorazione
degli occhi degli altri

perché non esistono sguardi distanti,
esistono solo distanti amanti.

Sono Povera



Diversa
è la nostra abitudine alla vita
ma della comune Povertà
rifiutiamo il legame

Rivoluzionaria
mi piacerebbe essere chiamata
solo per aver gridato
di essere POVERA

AVANGUARDIE

Tags: ,

Siamo alle ritirate

dormono le avanguardie.

Cosa posso dirti se non che

amo scrivere sui muri che alzi.

Scalarli e guardare giù

Se fai, cosa fai,  come fai.

Mi dicono “pensa a cosa tenere”

e io so soltanto che ti porterei

fuori a bere.

Non ho più tempo

ma insieme siamo un lampo

Fa freddo fuori e dentro

invento scuse e mi ci addentro

 

 

LE NOTTI

Tags: ,

vedo

attraverso muri paesi e città

sento

che questa delicata violenza

ancora riesce a svegliarmi

riesce
a
svegliarmi

GIOCHI

Tags:

In momenti di sincerità

passo le dita sul petto

e affondo

in quello che sembra essere

soltanto un vecchio gioco

ODORE

Tags:

sei rimasta

tra le pieghe

delle mie mani

Stringhe



Se ti senti perso,

non ti rendi conto

che hai uno spazio attorno

grande quanto l’universo.

Alla mostra



Oggi che è domenica

dovremmo stare vicini

io e te:

tu davanti a un dipinto di Hopper,

nei suoi panorami immersa;

io spettatore distaccato

che osservo il reticolato dei tuoi capelli

che s’interseca coi suoi tramonti.

La luce di un bar che

fuoriesce dalla tela

immagino abbia un certo effetto

sul tuo profilo:

avrebbe forse un riflesso tale

che capirei

cosa sto aspettando,

se ti sto aspettando.

Camminare nel quartiere tra casa mia e casa tua



Domani sveglia presto

mi fermo mi giro non vedo nessuno

ti cerco nel vetro del portone

vedo il mio riflesso

poi qualcuno fuma

qualcuno ha il cane

qualcuno chiede alla sera urbana

dei perché insperati

qualcuno si affretta per l’ultima corsa

della metro B

 

Se ti trovo

se mi trovi

raccogliamoci balliamo stiamo zitti

è uguale

Volando



Questo tetto sfumato

con cornice infuocata

supero

bucando l’aria.

 

Visione complessiva

pacata,

viva.

 

Mi culla,

il cielo pauroso,

mentre viaggio fra i suoi strati

e sogno il successivo.



Guarda

il blu notte entra dalla finestra

quando ancora è crepuscolo.

Si prepara

ad annerirsi dentro di me

appena capisco

che su questo divano manca

la tua mano sul mio petto

e al futuro

la tua dolce essenza

di vento

Cometa



Un mostro infuocato

appassionato e rumoroso

sfreccia nel cielo

e mi lascia di stucco:

è una palla irregolare

che s’insacca nella sua fine

e mi permette

di sospirare.



La solitudine mi fa svenire.

Da solo, però,

percepisco la bellezza attorno a me

con un gusto tutto nuovo:

la prendo così com’è,

senza un fine.

Allora faccio tesoro

della mia malinconia

e spero che

mi ripagherà.



Tu

che con me

parli

o tu

che, assorto

nel viaggio,

non sai che

t’osservo:

conosci questo mio

dissidio?

Saresti in grado

di ascoltare

le urla che

strozzo in gola?

Sarai tu

a liberarmi

o anche tu

aspetti?

 

Passanti,

amici,

fratelli:

mi domanderò sempre

qual è

la vostra storia.

Maledico me stesso



Mi privo del piacere

solo per dare ragione

alle mie paure.

Le occasioni,

i giorni,

qualsiasi secondo,

scivolano dalle mie mani.

Acqua fredda che

tra le dita

scorre e s’insinua e cade,

perduta,

nel tempo che fu.

12 novembre



Ho fatto nei tuoi occhi
Il giro del mondo
In 365 giorni
Ho visto tutte le cose belle
Ho visto il sole
E la luna
Incontrarsi e scontrarsi
Ho visto i fiori
Esplodere di gioia
Tra gli svettanti fili d’erba
Ho visto batuffoli d’ovatta
Scendere dal cielo
E mettere in pausa la vivace città
Ho visto le foglie color rame
Danzare nel vento
Librandosi in aria
Ho visto il buio
Tramutarsi in luce
Ho visto il tramonto corallo
Diventare infinto
Dietro il mare di cristallo
Ho visto il tempo perdere
Ogni veridicità
Con i giorni diventati settimane
E le ore diventate minuti
Ho visto il peso delle parole
Nelle tue lacrime
Ho visto la gioia prendere forma
Nel tuo sorriso
Ho visto la delusione di un
Traguardo sfiorato
Ho visto la passione
Divampare
Tra persone ignare
Ho visto la paura farti
Tornare bambina
Ho visto un “ti va se ci prendiamo un caffè un giorno?” diventare un “ti amo”
Ho visto me
Rinascere grazie ad una tua carezza
Ho visto la forza
Che un tuo bacio
Mi ha trasmesso
Ho visto te
Diventare una cosa sola
Con me
Quando la notte
Fa da sfondo
Al nostro amore
Ho visto il coraggio
Ho visto la felicità
Ho visto la ragione di vita
Ho visto il futuro
Ho visto il passato sfumare
Ho visto te
E tutto ha iniziato ad avere senso

Io non sono qui



Spero che Dio

Non abbia ascoltato

Parecchie volte

L’ho ripetuto a me stesso

E non importa

Se sia rinato

O se sia rintanato

Dentro quel suo Cielo bucato

A parlar di noi

Come di un dado

Lanciato per svago

Perché ho peccato Padre

E non aspiro al tuo perdono

Perché un orfano

Nato dal Tuono

E’ diverso da un semplice fiore

Nato dall’imo in un giorno di Sole

Blackout



Vorrei solo per un attimo

chiudere gli occhi

ed immergermi nel ricordo

eterno

delle tue braccia sulla mia schiena

e dei mille baci sulle mie guance.

Vorrei solo per un attimo

riaverti accanto,

per soffiare sulle tue labbra

parole d’amore.

Della stessa materia di cui è fatta la poesia



Ti ho disegnato al buio

un bellissimo tatuaggio

sfiorando e toccando

i tuoi punti deboli

 

Ci sono baci che hanno il rumore

di bicchieri spaccati al muro

e che sono una questione di stile

come foto di un deserto americano

 

E avrei venduto tutto

per portarti a letto

un’altra colazione di carezze

fragole e bossa nova

 

Ma viviamo come dispersi

in terre che convengono ai lupi

e ci guardiamo allo specchio

come ci avessero ripescato dal lago

 

Poi mi hai stretto così forte

che mi hai spremuto dal cuore

il desiderio di abbandonarci

e una scusa per ritrovarci sempre

 

Quella notte credevamo di essere fatti

della stessa materia di cui è fatta la poesia

e mi hai lasciato con gli occhi di chi sa

che dovrà sparare al proprio cane

Che Sia L’aria



Lascerò che sia l’aria
a portare il piacere
della sera – crudele -
dal veleno sapore
della noia avvilente,
di chi il mondo ripudia
e non riesce a straziare.

paraocchi



cazzo,
libertà di non espressione
è uno scherzo?
ci stanno censurando,
vi stanno censurando.
siamo arrivati a ringraziare qualcuno
perchè esprime il proprio pensiero.
sono costretto a definirmi critico
denuncio chi gira le cose a proprio piacimento
piccione lui che segue
la prima cosa che passa,
alla ricerca di
una povera mollica di verità.
c’è solo poco rispetto per le persone,
in fin dei conti
non parlo di critica
parlo di quei momenti in cui non riesco
a non dire la mia
effetto del tuo ego nella tua testa
che ti rende schiavo di te stesso
idee che sono nate e cresciute
solo per mantenere in vita
parte di una vanagloriosa personalità
che tanto piace.
george caro, che sai tanto di libertà.

Lontana



Tutte quelle parole

che (non) ci siamo detti

durante tutti quegli sguardi

muti.



La poesia mi ha ridato la speranza

che l’eroina m’aveva portato via

Lontano da casa



Conoscersi come se si fosse appena nati

lontano dai lupi, lontano dagli errori

lontano dalle anguste e angoscianti condanne.

Sentirsi nuovi

liberi di dire

Piacere, sono



Ruvido seno turgido

scoglio.

Onirico fondale umido

libido.

Here



Here,
alone,
among many
many thoughts
many characters
many comedies
many tragedies
many farces, jokes and deceptions
many stages
I don’t belong anymore to
many worlds I don’t manage to
interpret
value
compare
explain
anymore
how I’d love
to find something
that is
only
mine.

I love



I love
of me
all those weaknesses
all that craving for excess
all those endless desires
all my temporary shipwrecks
all those shivers
all that longing for feeling human
with my scars
my faulty pieces
held together almost by a miracle
my eyes filled with marvel
before everyday magic
the fears I keep hidden
within myself
as ghosts of a haunted castle
and all those things
that perhaps
you never
ever
loved.

Green fingers



You tear up
every day
those petals
of the flower of happiness
while you keep pretending
not to know
that only you
are the lifeblood
of all this.

Raccontarsi



Come chiamiamo quell’accelerazione
del cuore?
Quel battito
rubato, ceduto?
Invece di raccontarci,
rimaniamo silenziosi
davanti all’infinito
nelle nostre menti.
Cosa aspettiamo?
Non perdiamoci nel tempo,
abbracciamoci di più.
Che la mia distanza la puoi annullare,
riducendo quella tra noi.
Abbracciamoci di più,
che nascono farfalle nello stomaco
e saltano battiti in modo anomalo.

Ancora Novembre



E’ oscuro l’interno
di una stanza
talmente colma
da apparire vuota
agli occhi di chi non conosce,
agli occhi di chi non comprende.
E’ oceano di mondo,
teatro di vita
che si mostra nella sua interezza
in un momento gelido,
ma altrettanto ardente.
E’ color vermiglio l’acqua
ed io sorrido
in un lento fluire
di secondi.
Fuori il vento è quieto
e la mia anima impervia.