Autori

 

Leggerezza



I tuoi versi carezzavano ruvidi asfalti:
armonici contrastarono la melodia del
vento e parole tenui ressero
il vigore del loro senso.

Se due desiderano insieme



I desideri di due che si desiderano,
spesso si scontrano,
si annullano,
perché una somma e una differenza
si azzerano.

Si confondono a tal punto
che scompaiono.
Forse restano desideri,
ma se due desiderano insieme
o si fondono
o si frantumano.

La perfezione di un paio di braccia



La perfezione di un paio di braccia?

Che stringono
Tengono
Sono forti
Morbide
Sinuose

Solide come catene
Calde come un abbraccio
E leggere come ali

Che cingono vite
Si librano in aria
Respingono anche

Hanno curve che i pittori
Possono soltanto imitare
Mai replicare

E una consistenza
Da sognare
O avere

Barchette e aquiloni



Saremo sempre bambini

con questa vita.
La scopriamo a tentativi
la assaggiamo sulla pelle
e non abbiamo altra forza,
libertà,
debolezza,
Altra esperienza
che l’istinto e le raccomandazioni,
i desideri e i timori
a guidarci e suggerirci la strada,
la giusta scelta.

A volte siamo barchette
in balia del mare
troppo esteso
troppo immenso,
ignoriamo su quale onda
scivolare.

Altre siamo come aquiloni
senza vincoli di filo
o di vento,
l’aria non ha confini
basta volare
alto.

 

Avrei potuto dire



Avrei potuto dire
milioni di parole,
oppure
nessuna.
Resto in silenzio,
zitta,
ancora una volta
eppure so, che tu sai.



All’oceano chiedo l’onere di pulirmi l’anima

al vento il favore di raccontarmi storie,

un cuore stanco che tristezza concima

mi batte in questo petto aperto.

Un orizzonte senza onde cosa può mai trasmettere

se non la sensazione di guardarsi allo specchio.



E così – tra un tiro e l’altro -

di una corda fatta di spine,

hai ricordato il tuo egregio nome:

portalo sulla testa come una corona -

sei ancora debole per metterlo via.



Trovami un fiore in questo putiferio

Addio



Graffiato come onde marine

questo gennaio caldo -

madre e figlio.

Sono passati due malocchi -

ho guardato altrove, cercando ancora del buono.

Tu, vestita di nero,

con il rosso sulle labbra,

dimmi se ci rivedremo ancora

o se eri soltanto un’apparizione d’addio.

A Marti



M di mancanza amara come ossigeno
Aria in alta quota
Rarefatta. E intanto
Tengo in mano un fiore,
Impossibile non pensare a te.

Nero su bianco



Mi metto nero su bianco
perché la notte
quando dormo su un fianco
le parole mi urlano in testa
e mi prendono a botte.

Mi metto nero su bianco
perché la vita non mi basta.
La poesia non è una casta!
Queste parole vivono al fianco
dell’uomo comune solitario stanco.

Mi metto nero su bianco
perché è il mio modo di urlare
di mostrare che anche io so brillare.

Brivido caldo



Ogni tanto d’inverno
mi piace fermarmi
davanti a una finestra illuminata
e guardare i raggi del sole
penetrare nell’oscurità,
assaporare quel brivido caldo
che si percepisce
restando immobili alla luce del sole,
come le lucertole
o le piante.
E come le lucertole
esposte al freddo,
o le piante
relegate al buio
godermi quell’attimo di calore,
come fosse l’unica cosa
in grado di ridarmi la vita.

Ti capita mai



Ti capita mai
di agire senza pensare
e capire
che forse è meglio
rispetto a pensare
e fasciarsi la testa
prima di agire?

Parole



Portali sonanti

per pochi

Senzienti



A volte mi chiedo

Se anche tu

Sei capace di capire

Quelle parole che ispiri

Solo tu nella mia mente

Libretto delle istruzioni



Ho un freno a mano nel cuore,
Dici tu.
Vorrei tirarlo giù,
Ma non ho le istruzioni,
E son già più lontano da te
Che mi giro e non ci sei più.

Vuoto amaro ogni volta.

In mezzo



Camminava disturbato
dal suo stesso
smarrimento.
Lo sguardo confuso
urlava il suo
cospetto, alla ricerca
di una mano
che non raggiunse mai.
Ma il sostrato di
voci fantasma
lo sovrastava,
facendo di lui
una muta
nuvola grigia.

Assenze



Di sorpresa vidi le tue vesti e
adagio, le toccai.
Riconobbi subito l’essenza
di quei ricci corvini,
che tanto rammento nei miei.
Indossai l’abito
difettoso della tua mancanza:
osai stringerlo
ma non bastò:
impossibile è colmare
i vuoti
del tuo vitale
aspetto.

Mare



Mare, cosa sei
se non una linea di confine
tra due infiniti?
Sei cielo o sei l’abisso?
Sei specchio di entrambi
e io mi rispecchio in te, fisso.

Mi citerò



Circondato di cumuli

sfiniti da fatiche e respiri.

Nel pietroso silenzio, ribelli

cuori volanti interrompono

l’univoco tentativo del ricordo.

Immobili occhi vetrosi, offerte

dell’eterno compiersi, invidiano

la mia non consumata mortalità.

Li placo con fiori cortesi,

silenzioso celo la presenza.

Temporalità



T’interrogo mio tempo,

sei, subdolo, il passare

al grembo della Terra,

dal grembo d’una Madre?

Richieste (I)



Luna, custodisci

il mio Pensiero

così come custodisci

il Dono del Sole,

e riflettilo al mondo

così che qualcuno

mi possa capire.



Ma che mi frega della morte,

con te io frego la vita.

Abbandono



Un panorama luminoso e il cielo scuro

Pochi rumori e le giuste persone

Una leggera brezza solletica la cute

E detta il ritmo al verde circostante

Il bruciare di una cartina fa da basso

Ed in questa semplicità mi abbandono.

Come si fa a dimenticare?



Frequentemente penso a come si possa dimenticare

Non un avvenimento o un promemoria

Ma una vera e proprioa persona reale

Che trasmette insieme dolore e gioia

A volte lo scorrere del tempo aiuta

Alchè penso d’aver trovato la cura

Ma chiusi gl’occhi la vista si fa scura

Ed ogni farneticazione viene chiusa

E qui l’inconscio si manifesta nel sogno

Facendo breccia nelle mura del mi orgoglio

Ove seduto s’una panchina udisco dei passi

Veloci dalla mia parte avvicinarsi

Le sue braccia stringon forte il mio collo

Rapidamente riconosco il suo profumo

Forte con scia di dolcezza

Unguento da qualsiasi altra sciocchezza

D’un baleno scavalchi e negl’occhi tuoi guardo

Il chiaro riflesso d’un felice ragazzo

Che riesce a dimenticar ogni irrivelanza

Al sol sfiorar delle tue labbra

Sicchè l’occhio s’apre e mi sveglio

Col sorriso stampato e il core a lacrimare

E allora penso

Come si fa a dimenticare ?

Coagulo



Sciolto dal fuoco delle mie parole

gocciolavi via dal mio cuore

piccolo coagulo di sangue amaro,

di sangue amato.

 

E le tue labbra,

boccioli di papavero,

spaccavano l’inaridita terra

delle mie.

 

Cielo stellato in un paio d’iridi,

vien voglia di stendersi sul fondo dei tuoi occhi

e aspettare

che il mondo finisca.



Capita spesso

a chi legge

di morire dentro

un’emozione distratta

perdendosi in parole

così calde da far stringere

anche i cuori più freddi e distanti.

Con te



Non so che devo fare

non so che mangiare

non so dove andare

non so dove

non so perchè

non so quando

non so con chi, ma con te.

Tu sei il mondo



Tu sei come la Mole di Torino
ti innalzi, e nel cielo fai capolino
e sei come la torre di Pisa
a volte ti sbilanci, perdi l’equilibrio,
ma alla fine sei decisa.
Assomigli al Colosseo
poichè chi non loda la tua bellezza è reo;
sei uguale al Partenone,
grazie al tuo spirito io sono in via di guarigione,
e sei tutte le città più belle:
Parigi, Londra, Dublino, Firenze
tu hai aperto le mie segrete ed inquiete celle
e mi hai svegliato, riscuotendomi il petto
da un lungo coma.
Tu sei il mondo in cui io vivo,
in cui il male ormai io schivo,
sei la mia più grande ispirazione
la musa che mi sa dare consolazione,
la donna che disinfetta le mie ferite
colei che grandi cose nel mio cuore ha scolpite;
tu sei il desiderio mio di viaggiare
di vivere di sperare
sei la creatura che per sempre voglio
amare.

Metafisicità tua



Le gambe, quei morbidi arti femminei
dalle cosce opulente e
le caviglie, sottili filamenti
di celato sostegno
Tu non sei come le altre,
tu possiedi le stelle e il cielo,
e ami mangiare e vivere e
mi sorridi quando sto male
Io non credo in dio ma credo nell’amore
io amo, non voglio bene
io muoio e rinasco nella tua mente
e il tuo cuore fa sesso col mio
Di notte se non ci sei sento la morte mordermi
il cervello e la gola
poi sento la tua voce e torno a respirare
e ti senti vicino a carezzarmi i capelli
Io non sono poeta nè poetessa
io sono persona che ama e che brama la tua
essenza
in modo viscerale, perchè tu
sei mia
E se le mie parole non fossero sufficienti
a farti capire l’amore per te
vieni da me! vieni qui!
un bacio, e dissolverò ogni dubbio
A volte ti amo di un amore
carnale, altre volte passionale
e sentimentale, e molte violento,
ti voglio in ogni modo e non è passeggero
Tu sei il mio ricettacolo di vita
e di gioia di dolore di magia,
un luogo solo a me conosciuto:
sei la metafisica dell’Amore
E con questa prece, di non fuggire,
ti regalo la mia anima
che solo in te trova il senso
di vivere, sperare, amare.