A.82

 



Schiaffeggiami

Con parole

Forti

Come brandelli di carne sfilacciata

Ma

Non rubarmi l’anima

Lasciami

Almeno un cucchiaino

Della mia passata innocenza

Dammene un sorso ogni mattina

Come medicina

 

 



A piedi nudi

I nostri cuori crudi

Zampettano

Tra macchie d’inchiostro nero

Sul pavimento bianco e gelido di casa tua

La mattina dopo

Rossi e pronti per essere schiacciati come pomodori

Piccoli laghi densi di sangue e battiti

In cui danzano come cigni

Grovigli di poesie

Scritte solo con la lingua

Scarabocchi incomprensibili

Sul pianerottolo

Ti prego

Fai silenzio

Non facciamoci notare dai vicini di casa



Sei inferno

Sei pettine affilato che passo tra i capelli

Sei blatta kafkiana che ho visto o creduto di vedere

Sei incubo nell’amore

Sei specchio che celava l’ombra di un assistente sociale

Sei abbandono

Sei me stessa derisa tra i banchi delle scuole elementari

Sei barattolo di anti-depressivi da ingoiare

Sei merlo nero di mio padre alla finestra

Sei castigo

Sei lapide di Beatrice

Sei mio disordine

Sei fantasma di Camperio

Sei carezza che ho perso di mia madre

Sei fuga con gli scatoloni di giocattoli buttati sulla strada

Sei intimità spiata

Sei graffio felino di gelosia

Sei tutto il mio dolore

Sei tutti i miei demoni