A.93

 



Riflettevo sulle tue iridi, i tramonti
E i transiti lunari
Chiedendomi perchè
I pianeti fossero tornati fissi

Una rivoluzione sprecata.

Per il povero Tolomeo,
Non concepire i tuoi moti
Che come quelli di una goccia nel vuoto
Sono ripetitivi e continui
Per il povero Galileo
osservare dal rogo
il tuo ruotare
placida e stagnante

V U O T O



Vibrano i tessuti
Tesi lucidi di metallo
Un istante prima dell’apertura del sipario
Orchestra di tamburi e piatti
Dopo aver stagnato nella circonferenza rigida
Dei miei palmi sigillati
Scrosciano i colpi
Reazione a catena del suicida al vertice della valle
E si getta per la gola
Primo
Tra tutti i suoi simili
Osserva la terra capovolgersi e non mutare