A.110

 

Mancherai



Ho aperto la tua lettera e avrei voluto fermare il mondo.

Ho pregato che si fermasse il traffico per non udire le macchine nella strada, che la luce del sole si spegnesse per non illuminare altro che le tue parole

e che il tempo,
Ho pregato che il tempo tornasse indietro
per fermare quel tuo addio

C’è solo fango



Nelle mie mani
ogni traccia si è spenta

insieme al calore che scalda questa terra

c’è solo fango a
a coprirmi il cuore

in un’arida solitudine

dove anche i petali,
han smesso di proteggere i fiori

Labbra



Affogo i dispiaceri
nelle tue labbra

indulgenti alleate
dei miei tormenti
zuppe di vino
e di notti incoerenti

vi immergo il mio dito
da ape regina

queste si schiudono
ed è Primavera

Labirinto



Siamo piume cucite in un cuscino?
Pesci che nuotano in una bottiglia di vetro?
O anime​ perse tra le strade di un labirinto.

Un esistenza, in cui la via di fuga si nasconde tra le pieghe di un ventaglio

Fra aloni indistinti, che solo la luce della luna sa illuminare

ritrovarsi in un vicolo cieco, accettare di aver sbagliato strada e avere la forza di riprovarci

Forse è questa, l’unica via d’uscita

Nuvola



Verso un posto lontano
in cui fugge il tuo odore

silenziosamente sparisci
come nuvola nel cielo

ed io schiavo
di una voce insistente

Impreco libertà
in un addio assente

Quando ridi



Ridi con quegli occhietti castani

che di più belli non ne ho mai visti

Socchiudili alla notte

affinché il mio sogno dal tuo petto si scansi

strizzali all’orizzonte

intanto che si allontana la nave del mio ricordo

serrali alla pioggia

ora che il mio nome sul tuo petto grandina senza sosta

spalancali al tempo

purché ti venga a salvare

da questo asfissiante carnevale

E piangi

perché senza di me

non sai più ridere.

Ardesia

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Corro, tra fiori profumati di te,

quando da sotto l’erba un ordigno mi afferra.

Denti aguzzi si infilzano nella mia pelle,

sento i passi delle tue sentinelle.

L’anima tua, strada del mio futuro migliore,

l’hai sbarrata con le tue amare parole,

che ancora risuonano in me,

come graffi sul mio cuore d’ardesia.