A.114

 

Città



Tu vivi in una città vuota dei nostri ricordi,
dei nostri sogni, del nostro insieme.
Una città che non ci appartiene, non ne ha avuto il tempo.

E io sono qui, nel nido che ci ha accuditi,
nel nostro acerbo amore.
Quando ancora doveva maturare,
essere raccolto ed assaporato.

Ora ti dico,
facile per te dimenticare.
Ora dimmi,
come posso io dimenticare?

Carillon d’amore



Illusione o speranza,
come Davy Jones,
in uno scrigno ho rinchiuso il cuore.

Colei che amo,
colei che vorrei dimenticare.

Tentacoli suonano,
è una melodia di dolore,
d’amor crudele orchestra.

Conservi quel forziere,
ignara lo proteggi.

Lo capirai un giorno,
l’avevi nascosto,
saldo dentro te.

Rapitomi il cuore,
dal petto strappato.

Col tuo potere mi ucciderai,
o mi darai nuove cure,
donandogli vita nuova?

Solcando oceani,
in eterno dolore.

Puoi liberarmi,
maledizione,
o lasciarmi relitto del mare.

Canto marino



Attirato a te come una calamita,
trascinato a fondo.

Voce angelica,
odo il tuo canto.

Io come marinaio,
tu come sirena.

E mi avvicini col tuo sguardo,
mi rapisci ondeggiando.

Per te abbandono la nave,
per te affogo sereno.

Un bacio d’amore,
un morso nel cuore.

Trofeo degli abissi,
morto senza rancore.

Mare tinto di rosso,
il sorgere del sole.

Oltre me stesso



Scenderanno lacrime,
ricoprendo i miei sorrisi,
ne sgorgheranno a fiumi,
le berrò tutte.

Il corpo sarà segnato da cicatrici,
mostrate con fierezza.

Sarò preda delle mie paure,
cacciatore dei miei desideri,
domineró i miei incubi,
espanderó i miei sogni.

Diavolo e Dio,
affrontatemi.

Fuoco d’Inferno,
vento di Paradiso,
unificheró questi regni,
Imperatore non più schiavo.

Amor del grembo materno



Sensazione primordiale,
in noi celata,
sicurezza senza memoria ma desiderata.

Amor del grembo materno,
piacevole buio,
riparo dal pericoloso mondo esterno.

Seppur ci allieta l’anima gemella,
in una vita ardua e disonesta,
non vi é maggior protezione che quella.

Come meta e come metà,
ci fa sentire completi,
amati per l’eternità.

Non c’è certezza fuori dal pancione,
né di una vita né di una madre,
come trovarsi all’inferno in un tortuoso girone.

Imprescindibile però cosa garantita,
saranno quei nove mesi condivisi,
la più grande storia d’amore della nostra vita.

Tabù di desideri



Alla luce del giorno nascono desideri

Che soltanto l’ombra della notte può soddisfare.

Ho preso, abbracciandoti



Ho preso,
abbracciandoti,
almeno un migliaio di ascensori,
perché noi siamo pigri.

Ed ora che non ci sei,
è il vuoto ad ogni piano.

Distanza



La vedo allontanarsi,
come un puntino sull’oceano.

Un gabbiano,
libero,
vola.

Le mie ali non la seguono,
immobile,ammiro.

Sogni di gloria



Ambiva alle glorie dell’Olimpo
ma la sua ricompensa era l’Ade.

Come petali d’un fiore che,
staccati dal gambo,
appassiscono miseramente.

Come una nuvola che,
sfogate le sue lacrime,
cessa d’esistere.

Ma che importa ad un sognatore,
non volta le spalle neanche alla morte.

Piccolo, grande uomo



Dalla cima di una torre guardava in basso,

poi in alto,

infine tutto intorno a se.

Si sentiva come un piccolo puntino nell’universo,

ma al tempo stesso,

grande quanto l’universo intero.

Amatevi



Amatevi, che d’amor non si soffre,

della sua assenza, semmai.

Amore di stagione



Mi perdo nel tuo sorriso,
come la pioggia fitta tra le foglie cadute in autunno.

E nuovamente mi perdo nei tuoi occhi,
come un candido fiocco di neve in una notte d’inverno.

E ancora mi perdo nei tuoi capelli,
come una delicata farfalla tra i fiori della primavera.

E infine mi perdo nel tuo respiro,
come la dolce brezza del mare sulle vele in estate.

Ossigeno



Mi perdo all’orizzonte,

in un oceano di pensieri che mi travolgono,mi trascinano e mi portano a fondo,
mi lascio trasportare dalle onde dei ricordi e dai rimorsi, cerco di tornare a galla.

Risalgo e non ottengo nient’altro che un respiro,

un singolo breve istante di pace prima di essere, inevitabilmente, risucchiato nei neri fondali del mio cuore, della mia mente, del mio dolore.