A.115

 

Musa assente



Ho saputo che sei tornata
in questa città dannata.
Adesso, cosa ci separa?
una linea d’aria.
Eppure
non sei qui
tra le mie braccia.



Arte mia silente,
mi celi nell’ombra
di questi versi senza
volto.

Non il mondo, non questo,
sentirà il mio canto. Triste
condanna è del poeta;
glorioso il suo Silenzio
nel frastuono vacuo
delle genti.

I.



Fratelli
nel dolore siamo tutti uniti.
Il pianto, il tacito canto
che tutti conosciamo,
guida i nostri passi bendati
su un dolce e tortuoso sentiero.

A T.S.



Sento la tua voce irradiare la stanza
come un raggio di luce che perfora le nubi:
dolce grido che risuona nel petto
e danza col cuore in un tango tra i muri.



Innocenza perduta, ti cerco
nel silenzio delle mie parole,
oggi che gli Uomini ti hanno bandita
bruciando il tuo ricordo
sul rogo della noia.

Ti cerco negli occhi
di una donna, bellissimi
in quell’effimero secondo
di infinita tensione,
prima che nuove catene ci stringano il petto
e la mente volga i nostri sguardi
al mondo che ci insegue.