A.127

 

Non ho foto di te



Non ho foto di te

Te ne feci una di nascosto

il capo chino su di un libro

La riguardo ogni giorno

ma non vedo il tuo viso

Non ho foto di te

con me

non ci sono stati momenti da immortalare

non volevi mai uscire

forse ti vergognavi di come sono

ero sempre io a cercare le tue labbra

Però amavi

farti leggere le mie poesie

e il caffè a letto

le lenzuola rosse

e quella violenta passione

solo in quel momento riuscivo a domarti

dominarti

L’unica sera che siamo usciti

ti difesi da un molesto avvinazzato

e poi ti chiesi scusa

che a difenderti sei bravissima da sola

Ma sai difenderti anche da te stessa?

Non ti ho mai chiesto nulla

lo faccio ora: abbi coraggio

Non ho foto di te

ne ho fatta una

mentale

il mio scatto migliore

 

 

Un impiegato triste



E mentre si abbronza la pelle

con il candore dei neon

guardo oltre la finestra

di questo grigio ufficio

e vedo cielo plumbeo

sopra le nostre teste

E i vostri rimproveri

le vostre urla

la vostra ipocrisia

mi scivolano lentamente via

Io sogno il caldo sole

la pace dentro e attorno a me

Io sogno te, mia sirena,

anche se so che non esisti

perchè quel giorno

in riva al mare

il vento mi portò il tuo profumo

E quella notte così comune

Morfeo mi portò il dipinto del tuo volto

Mi domando dove sei

ora

che stai facendo

adesso

se anche tu pensi le stesse cose.

E mi domando

soprattutto

se anche tu mi stai cercando

e se siamo destinati

a non incontrarci mai

Lacrime solitarie



Un tempo

mi fu detto

non si dovrebbe mai

piangere da soli

Resistere



E come pioggia acida

che arde la pelle

arde l’anima mia

ipocriti

egoisti

meretrici

bugiardi

finchè consumata

rimarrà solo

sangue rappreso

lacrime secche

parole non dette

latte versato

pietra inscalfibile

Alicante



Mientras que se aleja

y cruza la calle con paso despierto

con sus pequenos pies

con sus unas pintadas

con sus mil brazaletes

con su blanca espalda,

su espesa malena rojiza

resplendece

a la luz del caliente

y ahora menguante sol

de una comuna tarde verianega en el sur.

Me parado a mirarla

una ultima vez

siempre mas pequena y leyos

hasta que deseparece en la muchedumbre,

hasta che se vuelve en ella

Inutilità alcoliche



Hai scoperto

che per quanto puoi bere

non riuscirai mai

a vomitare

il cuore

Exogenesis



In fondo ai tuoi grandi occhi

io vedo il tuo tormento

vorrei essere vento

per raggiungerti in ogni momento

e scompigliare per gioco

i tuoi capelli rosso fuoco

Prenderti per mano

portarti via, con me, lontano

Sai che per me non ha prezzo

il tuo sorriso giocondo

vale una vita in questo mondo

così aspro e cattivo

che grazie a te un po’ meno disprezzo

e mi fa sentire vivo

Notte a Venezia



La notte scientifica degli astri celesti,

delle albe in riva al mare

e dei tramonti sui grattacieli

Quella dei lavoratori notturni

La notte dei sogni e quella degli insonni

La notte dei silenzi

parla poco ma dice molto

violentata dalle fittizie luci

La notte romantica degli amati,

degli amanti,

di chi non ha nessuno.

La notte che restituisce canti e feste.

Quella che fa scomparire.

La stessa notte

che ti fa sentire

indistintamente

solo

e parte del tutto

Unico Esemplare



Difendete

contro voi stessi

contro tutti

con tutte le forze

la vostra meravigliosa

unicità

Esperar



La parola che preferisco

della lingua spagnola

è senza dubbio

“esperar”.


Perché l’attesa è anche speranza, 

e la speranza è sempre attesa.

Essenza



Trovo sempre singolare

come spesso ci si vergogni

di cantare,

ballare,

baciare;

tre fra le cose

che più ci riconciliano

con la parte più autentica

di noi stessi

Mostra(ti)



Potrei anche dire che 

Le persone 

sono come delle tele

dipinte a mano:

Per coglierne la vera bellezza

Con alcune bisogna allontanarsi

fare qualche passo indietro

Con altre invece

è necessario avvicinarsi 

fino ad arrivare a sfiorarle 

con la punta del proprio naso

Arcoiris



Da dietro le finestre

scorgo un’arcobaleno:

spesso succede

che la mancanza di qualcosa

ti faccia dimenticare la sua bellezza.

Cristina



Sarà che è lunedì.

Sarà il cielo grigio.

Sarà che ieri era quella commercialata del cazzo di San Valentino.

Sarà che ascolto ininterrottamente De Andre’ da stamattina.

Mi tornano alla mente 

Le donne che ho amato

e mi hanno amato,

quelle che ho amato

e non mi hanno amato,

quelle che mi hanno amato

senza che io le amassi.

Forse erano i suoi occhi,

o il suo profumo,

o forse banalmente il vino,

ma mi girava la testa quella sera

ed ero felice da fare schifo,

quel tipo di felicità

che ti fa cantare senza vergogna in mezzo alla gente,

e saltare,

e rotolare per terra.

Forse è proprio vero che le cose belle,

hanno vita breve

come le farfalle

Non avere paura



Non avere paura (,)

che un giorno

la solitudine

non ti ferirà più

Necessità



Ci sono volte in cui

dimenticare

non è una mancanza

ma una necessità

Ritrovamenti



guardo una vecchia foto

ha dieci anni,

i miei piedi piccoli e le gambe magre

non sono più cresciuti da allora,

e quelle scarpe le ho gelosamente conservate,

ormai scolorite,

piene di buchi e sporco.

Oh quanti rimpiangono la propria gioventu’

Mi chiedo cosa sia cambiato, se dentro di loro o fuori.

Cosa li trattenga dal riprovare certe sensazioni.

Oppressi dal peso del passato,

spaventati dall’incognita del futuro.

E intanto sfugge l’attimo,

magari proprio quello decisivo.

Baratti



Quella sera

senza soldi

senza luna

senza amore

Scambiai una poesia con una bottiglia

E tuttora non capisco

chi dei due

ci abbia guadagnato di più.

Passi



Ieri ti ho vista

camminavi tra la gente

ti ho osservata

eri con un ragazzo

in mano trasportava la cena

Poi vi siete salutati

senza baciarvi

così ti ho seguita

e mentre ti pedinavo ho visto

un ubriaco

una ragazza in carrozzina

e tutte le mie tristi miserie mi sono apparse così futili

Forse te ne sei accorta

e chissà che avrai pensato

mia povera malcapitata

forse un maniaco

uno scabroso errore

invece di un semplice

sognatore

stupidamente

innamorato dell’amore

Ti cerco



ti cerco

ti cerco e non ti trovo

fra la folla

nelle strade

nei bar

sotto una cassa

dentro una rete

nel fondo di un bicchiere

nel profondo dei miei occhi

e lì ti trovo

perfetta

incontestabile

inesistentemente vera

Francesco Totti



Er Pupone

oggi ha smesso de giocà

avrei voluto fosse eterno

e provare ogni domenica quel brivido dentro

come il ricordo dei tuoi baci

e la profondità

dei pensieri

nel fondo di quegli occhi tristi

Ogni fine è un nuovo inizio

mi diceva da piccolo il principino

Ma il nostro, ora, dov’è?

Noi che non abbiamo mai avuto inizi

ma solo una fine

Mancanze



Mi dicono

che non c’è il lavoro e non c’è la casa

non c’è futuro né cultura

manca il rispetto

e l’integrazione

Mi dico

che non ci sono le tua calde labbra

e non c’è la tua bianca pelle

e non ci sono i tuoi ricci dorati

tutti scompigliati

e le tue dita affusolate che cercano qualcosa di me

e il dolce sapore della tua intimità

e i tuoi occhi curiosi

di un azzurro indefinibile

come l’angelico suono della tua risata

e non ci sono io

che ti osservo mentre studi con i tuoi occhiali rossi

stupidamente stupito

e mi avvicino e ti do un piccolo bacio sulla guancia

mentre cerco di realizzare che non sto sognando

e che forse, per una volta, me lo merito davvero.

Poi un giorno mi hai detto

banalmente

che il problema sei tu

e non io

E io mi dico

certamente

che il vero problema

è che non ci sei più tu

che non mi fai pensare

a quello che non ho

a tutto quello che non sono

 

Precarietà



un mondo mutevole

incerto

lavoro temporaneo

pochi soldi

un futuro contemporaneo

e il tuo corpo in saldo

precario

a ore

ma io te lo garantisco questo amore

sai

è a tempo indeterminato

ci ho perfino redatto un contratto

e quella sera non ero fatto

ma solo innamorato

 

Utopia



ed ecco arrivare un’altra estate

ora avrò più tempo per me

per uscire da questa piccola casa

per leggere poesie francesi e scrivertene almeno una di decente

e andare al mare a raccogliere conchiglie rovinate

e pensare

che non ci sei

e che sono stanco

che l’avere (tutto) non è felicità

ma ti aspetto

ancora

ancorato all’utopia

conto i miei nuovi capelli bianchi

e sogno come sei.