A.128

 



Fuggi veloce

tra gli sguardi stanchi.

Passanti incerti,

tumulto di vite,

animo assente,

solitario tra gli amici.

Di te cosa rimane?

Gli occhi dispersi,

le rosse labbra

e le nere onde

a infrangersi sul viso.

Scenario



Si consuma tra le dita

l’ultima nostra poesia:

le labbra sfumano,

nuvole di pioggia.

All’orizzonte accolgo

quegli ultimi baci

come a volerne gelosamente

trattenere il sapore.

Con quel tuo sguardo

simile alla luna,

misterioso e mai stanco,

a incorniciare la sera;

persi in qualche chiacchiera

e troppi bicchieri di vino,

ballavamo svestiti

rincorrendo albe

non ancora nate.

Sul muretto di casa tua

si spegne anche

l’ultimo tizzone

che ardente

non lo è più.

Scultura



La mente annebbiata

lo sguardo assente

il pensiero lontano.

Mi sono accasciata

in mezzo alla gente,

un sentimento malsano

mi ha rapito la mente.

Non sapevo affrontare

i vuoti improvvisi

di chi mi lasciava.

Ho dovuto plasmare

con le mani nuovi visi

e quando la solitudine tornava

mi inventavo nuovi sorrisi.

11|09|01



Stringimi

la mano

precipito.



Si tinge la sera

di parole taciute.

Specchio



Sei davanti a me,

non puoi sentirmi.

Nascosta dietro i tuoi gesti

mi sento prigioniera

della tua figura.

Sorridi, le mie labbra si inarcano

Piangi, le mie guance si bagnano.

Mi insulti, odi il mio volto

trovi poi il coraggio di guardarmi negli occhi:

mi accarezzi lo sguardo col rimmel,

mi sfiori le labbra tingendole di rosso.

Restiamo in silenzio.

Forse mi hai resa migliore.

Fai come per avvicinarti,

forse vuoi chiedere scusa

Alzi la mano, ed io con te.

Ti volti, allontanandoti

mostri le spalle

alla mia schiena.

Resto sola

ancora una volta

dietro un vetro opaco

fingo d’esser te.

Concerto Notturno



Pizzica le corde

strimpella i miei pensieri

intona il tumtum

che vibra dentro te.

Cantami il colore

delle tue emozioni

suonami la profondità

della tua essenza.

Culla il mio sonno

con l’orchestra

del tuo cuore.

Ango, Angis



Hai bussato con ardore

alle porte del mio cuore;

sussultando ad ogni colpo,

con rammarico ti ho accolto.

Di quel pugno dentro al petto

sei rimasta insoddisfatta:

del respiro mi hai privato

stringendomi il costato.

Non mi son nemmeno accorta

che sfondavi un’altra porta:

la mia mente hai devastato,

i miei pensieri lacerato.

Avendomi così tormentata,

tra i sussurri mi hai lasciata.

L’anima mia fu divelta

da una banale scelta.

Un’altra notte



Anche questa notte ho avuto l’illusione che tu fossi con me

Anche questa notte mi son persa davanti a te

Anche questa notte ho pensato fosse diverso

Anche questa notte ho creduto tu fossi lo stesso

Anche questa notte ho seguito una bugia

e la mattina mi son vestita di malinconia.

Patto col diavolo



Ti chiedo scusa se

per esserti vicina

devo legare

con l’inchiostro

la mia anima

a questo foglio.



Carta fotografica

un po’ ingiallita

la tengo stretta

tra le dita:

lacrima solitaria

l’ha bagnata.



Cerchi ancora frammenti d’altri tempi?

Inventerai ancora illusori contrattempi?

Soltanto sorrisi e baci rubati,

soltanto sogni impolverati.



Imperfetta linea bianca

ciò che mi allontana:

osservo sfinita e stanca

l’irraggiungibile isola toscana.

Ad accarezzarti il viso

carbone spento,

mai sulle labbra il nascer di un sorriso,

mai sulle labbra sbocciò parola

-e me ne pento.

Perso lo sguardo tuo,

son rimasta sola.

Più non potrò sfiorare

la dolce illusione

di uno sconosciuto volto

smarrito sul morir di un’occasione.

Perduto l’amore mai colto,

gli occhi miei accolsero

nel disincanto

il sale del mare

e del rimpianto.