A.132

 

(R)Esistenza



Respirare a pieni polmoni,
trattenere le lacrime
fra gli argini.
Resistere.
Reprimere.
È vita una vita
di cui ogni sapore ha
il retrogusto dell’ansia?
È amore un amore vissuto
sui binari di un treno?
Alitare sul vetro,
svelare sentimenti trascritti
da dita sudaticce.
Fumare una sigaretta elettronica
aggirando il cancro.
Le parole codarde si nascondono
negli angoli bui della bocca,
Le parole superflue
sono pilastri egocentrici.
Ostentare fermezza,
condividere con l’angoscia il pane.
Apprensione, insicurezza e paura
sono le mie muse ispiratrici.

La tenda verde



Sollevo lo sguardo
verso un cielo immaginario,
al buio ricamo con gli occhi
la tua immagine confusa.
Fammi a pezzi il cuore
con leggerezza,
come quando si scarta
una mela marcia.
Le tue dita,
una carezza,
il mare profondissimo.
La traiettoria
dei nostri sentimenti
poco chiari.
E fermiamoci ad ascoltare
il suono del vento
che ci scompiglia i capelli.
Se dobbiamo confessarci qualcosa
che sia un fiume di gioia,
nessuna pioggia triste.
E distraimi
con i tuoi discorsi prolissi
e le tue mani di miele
in riva ad un lago
in cui annegano le mie fantasie.
Mentre nel mio cielo
ancora piangono le meteore
ed il mondo non é più grande
di una piccola tenda verde.

Perché sei così sola?



In una tempesta burrascosa
i miei occhi versano lacrime infinite
che disorientano il mio sguardo
perso e confuso.
Il mio cuore è un guazzabuglio informe.
Non resta niente di me.
E non ho altro potere in me
che non sia il pianto.
Piangi, fanciulla, dilania il tuo petto,
squarcia le tue cicatrici purulente.
Adesso dimmi: perché sei così sola?

Consapevolezza



L’inconsistenza delle mie paure,
la voglia irrefrenabile di
chiedere perdono alla vita,
socchiudo gli occhi mentre si dilegua
l’ombra della mia fanciullesca malinconia.
Siamo oceani di attenzioni negate,
di bandiere a mezz’asta,
di notti che tradiscono l’alba.
Vorrei guardarmi in piedi
sulla cima del mondo,
solida come una montagna.
Ma sono in balia dei venti,
in balia dei tormenti.

Il mio cuore intorpidito



Non voglio consacrare le mie emozioni
in un simulacro di apatia.
Un ultimo bacio,
un ultimo abbraccio
di morbidi petali di viole.
Non voglio che le mie guance
smettano di arrossire,
il mio cuore di saltare battiti.
Un ultimo risveglio
al tuo dolce fianco,
un ultimo gemito,
un’ultima carezza all’anima.
Non voglio raffreddarmi.
Ogni retrogusto,
ogni sfumatura sulla mia lingua.
Un ultimo assaggio.

Danza notturna



Se nella periferia
di un animo solitario
trovassi la mia pace,
voterei i miei dispiaceri
all’oblio del vento.
Rose rosse si arrampicano
intorno ad un semaforo spento,
i petali volano per le strade deserte.
Ballano i miei sorrisi
abbracciati alle tue carezze.
Una sinfonia racconta
le passeggiate interminabili di
due complici solitudini.

Via Paradiso, BO



Nel paradiso color mattone
il tempo rubato ha un dolce sapore.
Aleggia leggero il pulviscolo
illuminato da un barlume di sole,
i nostri vestiti aggrovigliati
fanno l’amore sul pavimento.
Io allieva, tu maestro di baci.
Un gatto ci saluta e tu sorridi,
dalle veneziane il sole si congeda.
Tu sei in me ed io sono in te,
il nostro ibrido cuore pulsante.

Luce



Soltanto io conosco la profondità
dei miei intangibili abissi.
Eppure non si perde d’animo
Quel raggio di sole
In questo profondissimo
oceano di lacrime.
Con le dita luminose,
una carezza.

Rinascita



Nel mondo delle piccole cose,
Ogni particella ha un meraviglioso nome.
Scivolano via i miei turbamenti
Sulle ali di un’ape affannata,
Tra le foglie di un verdissimo ulivo,
Nella spuma danzante del mare.
Nei miei giorni trasparenti,
gli aerei di migranti pensieri.
All’alba di nuove certezze,
i contorni sfumati della mia essenza.
E mi perdo nella fumosa quiete,
nel silenzio di uno sguardo spento,
nell’amarezza della sete.