A.143

 

Irritabilità Mattutina.



Pietra dura sotto le mie membra
Questo comodo letto, una tomba

Sono stanco, lasciatemi riposare

Un raggio di luce viene risucchiato dal buco nero nelle mie pupille

Trascorro inerte la mattinata in questa giungla umana. Nessuna azione, nessuna reazione

Zingara, le tue mani son screpolate.
I capelli han perso l’originario candore.
Zingara, le tue membra stan cedendo ,come decrepite mura, sotto i colpi del tempo.
La tua voce, come lamiere taglienti per le mie orecchie.

Pelle d’ebano.



Ho incontrato il tramonto alle otto e trenta in metro.
Non conosco il tuo nome.
Di te, conosco solo la maniera in cui il sole va a morire nel mare.
La giunzione tra le tue labbra: l’orizzonte.