A.143

 

101217



Pesanti come un macigno, le colpe
si addensano su di voi.
Non saranno i vostri misticismi, le vostre illusioni,
a salvarvi.

Dilavare via il peccato non serve a nulla,
resta solo acqua pulita.

Ricercate l’espiazione eppure, ogni sera,
siete lì, ai piedi dell’altare della lussuria
alla ricerca di un briciolo di vita.

291117



Regina dell’oscurità.
Indefinita è la tua natura.
Fondatrice e distruttrice del tuo regno,
incuti timore nel forestiero,
affascini e trattieni i tuoi cittadini.

Fuggi la luce, solo nell’oblio le tue paure si sopiscono.

Il tuo pinato scombina gli equilibri del regno.
Il tuo canto, allieta.
Troverai mai pace mia regina?
Quanto ancora resterai in balia
dell’eco di tuoni passati?

Fliù



Naturale come il fiume che segue il suo corso,
fluiscono le parole.
Bagnano i letti riarsi delle nostre vite.
Rigogliosi fiori crescono:
frutti dei nostri discorsi.
Due sorgenti, un unico decorso.

Malakos.



Dolci note su un vuoto pentagramma,

come fresca pioggia su un terreno secco.

Sei tu, fonte di ristoro.

Irritabilità Mattutina.



Pietra dura sotto le mie membra
Questo comodo letto, una tomba

Sono stanco, lasciatemi riposare

Un raggio di luce viene risucchiato dal buco nero nelle mie pupille

Trascorro inerte la mattinata in questa giungla umana. Nessuna azione, nessuna reazione

Zingara, le tue mani son screpolate.
I capelli han perso l’originario candore.
Zingara, le tue membra stan cedendo ,come decrepite mura, sotto i colpi del tempo.
La tua voce, come lamiere taglienti per le mie orecchie.

Pelle d’ebano.



Ho incontrato il tramonto alle otto e trenta in metro.
Non conosco il tuo nome.
Di te, conosco solo la maniera in cui il sole va a morire nel mare.
La giunzione tra le tue labbra: l’orizzonte.