A.144

 

Postcard from Plettenberg Bay



The fishermen of South Africa look
Towards the wrong pole
In a scary sky
That makes the hyenas cry
Dark-skinned nymphs
eat my flesh
because of the pork doesn’t throw anything
And stars and salt
It is still lawful to make love
If love is
Put your hands between the other’s thighs
If it’s cold
Do not leave anything to me
And leave me nothing of yours
Why I always love
this strange concept of memory and pain
Why should I stay?
Come on
And turn me into powder to inhale
And to blow away from an old furniture.

20 dicembre 2016 ore 16.55



Ma perché i tuoi occhi guardano sempre verso il solito posto?

 

visualizzato il 3 febbraio 2017 alle 23.23

Psicostasia (legge 15 ottobre 2013, n.119)



Mi ricordo sai quello che sussurrava il maestrale

Soffiando sulla tua pelle una leggera scia di sale

Ti chiudeva la bocca

Impedendoti di dirmi che perdersi nella vita è normale.

Un po’ come i bambini che si danno baci

Interponendo sempre una mano

Stai sempre così vicina ma nel contempo così lontano.

Un po’ come due adolescenti alle prese con la prima volta

Ti lecco questi occhi belli

I fianchi e anche la bocca

Territorio inesplorato

Terra arida, porpora e seta

Ho visto poi il tuo viso sgretolarsi come un vaso di creta

Per mano di uno scultore un po’ distratto

Come son io

La tua pelle sciolta come le ali di Icaro

Che voleva raggiunger Dio

Scusami amore, amore, amore

Con le mie mani stesse che si fondono col tuo viso

Vedo dentro i tuoi occhi

Il volto del mostro che ti ha cancellato per sempre il sorriso.

I bachi da seta di cuciranno tutta

Facendoti ancor più bella

Con lo sguardo vitreo

Come una goccia sulla pelle asciutta.

 

 

Edera



Scorro le dita tra le tue costole

Come da piccolo

D’estate facevo sulle staccionate

Quando ti raccontavo di un’altra

E ne ridevamo

Ora che parlo di te con un’altra

E non rido più

Lei ha occhi neri come i tuoi

Ma non guarda dal finestrino il mondo

E non ho posti dove portarla

Perché in ogni posto ci sei ancora tu

Lei non fa discorsi perversi

Non mangia con le mani

Pensa solo al domani

Spero sia rimasta dentro di te

Una lacrima di saliva mia

Qui piove

Ti penso raramente

Ti cerco in ogni macchina che passa

In ogni giorno che scorre

La chiave che ho trovato

Non entra più nella tua fessura giugulare

Da ciò capisco che non sei più mia

E gli arbusti di edera che si attorcigliavano tra le tue costole

Dove li hai gettati?

E chissà ora chi ti mette le mani in faccia

Deformandotela

Come il vento fa col mare

Blu



Per salvarti dalla tua nevrosi, sigillerò in un barattolo il rumore delle onde di Ostia

Prese in un pomeriggio piovoso di marzo

Mese un po’ bugiardo, come te.

Sabato sera



 

Forse era il tempo dei timbri sui dorsi

Della cioccolata tra i denti, dei tuoi mille morsi

Dellla nitidezza con cui vedevo la città

Con i tuoi occhi

Sempre un po’ ebbri, sempre un po’ sporchi

Di baci, lacrime, pioggia, sonno e vento

Di mille parole e di respiri circa cento

E forse e malgrado e se e casomai

E qualora e d’altronde e semmai

Le galassie si sbriciolassero

Dentro gli occhi di un astronauta

Che orbita sulle tue lune storte

Mentre tu ridi e un po’ corteggi la morte

Amore amore amore

Ti abbandonerei come un cane in autostrada

E non me ne frega un cazzo

Se il tuo viso è pieno di rugiada

E che ci fai ovunque? Vattene a casa tua!

A guardare Danny DeVito, a cucirti un cuore

O farti stropicciare il viso in cima ad una prua

Ti amo anche se non lo ammetto

Giuro però che da domani, sì, da domani smetto.

 

Stellar maps



Burkina Faso, dove ho trovato i tuoi occhi nei gusci di due lumache

Il Gange, dove ho lavato via il tuo odore con tremila persone alle spalle

Honshu, dove ho sentito l’ultima volta la tua voce

Soffio leggero su una tazza di the caldo

Xinzohu, dove la muraglia mi sembro simile alla tua colonna vertebrale

Nelle sere estive tra tende bianche e cieli neri

Lisbona, dove ho confuso il tuo sorriso col riflesso del mare

Sylt, dove il mare sembra non esserci

Assorto

Come te nei giorni di pioggia

San Pietroburgo, dove nei tuoi occhi vitrei si specchiavano fiocchi di neve

Dublino, dove il vento ti copriva il volto coi capelli

E tra le tante cose che mi hai detto ricordo solo questa

“Alaska significa letteralmente la scogliera contro cui si frange il mare”

 

La scogliera contro cui si frange il mare