A.149

 

06:00 A.M. e la piovosa aurora su Firenze



Ho aperto la finestra
per sentire quanto è tersa
la voce di una pioggia
che scende e poi poggia:
a terra, su di un tetto, sulle foglie,
su macchine che spoglie
lascian correr giù la goccia.
 
S’accartoccia
sul mio viso la stessa
fin quel solco tal, preciso,
di due labbra ben serrate
ch’essiccate han sofferto
ogni tuo respiro perso.
Riverso su ogni capoverso
vomito d’amore
e di tanta dedizione
a te serbata
per te sacrificata.
 
E così, aspetto l’alba.

Tendrías que decírmelo



Cuéntame
como es
que siempre
logras
despertar
lo indecible
en mi
eterna,
insatifecha,
búsqueda.

Usted



A ver
que decir,
o como describir
un amor tan sincero
que sigue brotando
con ganas de vivir
aprender
esperar
sin parar
que no hay tiempo
solo hay pura necesidad
de pintar
lo gris que, firme,
nos rodea.
Entonces
a desplegar las velas
a extender luego unas alas
que se quedaron
demasiado cerradas
por miedo
a un horizonte
sin confines.
 
Sólo ahora entiendo
que suerte:
que no haya fronteras.

Saffi



Di una rosa
lasciata
rinsecchire
sul cruscotto d’una macchina;
Di un violino
che suona
dentr’una
di queste grandi case
che costeggiano
strette
la strada;
D’un nero
che ogni mattina
mi saluta e
mi sorride
coi suoi bianchi denti perfetti
all’angolo
remoto
della via;
Faccio caro tesoro
e mi si stringe il cuore
nella morsa
d’un tremante secondo
a lasciare
tutto questo.
 
Ora è sassofono
quello che sento:
la dipartita
si fa ancora più angosciante.



Je voudrais te parler en français,
te savoir étonner avec un pas de danse,
te voir sourire du soir au matin,
me faire trois heures de train chaque jour,
t’emmener loin
à voir l’horizon détendu
de jour, de nuit
à demi-lune
ou à pleine lune:
il n’aurait pas importance
non plus où. 
Je t’amènerai à le voir
pour rester en silence
et te sentir à coté
comme on ressent,
fort,
le son lancinant de la mer.
 
 
avec mon ami F.74                                                



Tu restes quoi qu’il en soit
 
l’histoire la plus belle
 
que je raconte à tous coups.
 
 
traduit avec mon ami F.74

Viandante



Migliaia di passanti
d’ogni età marcati
identità mischiate
nel fabbisogno d’un viandante
ch’osserva senza fine:
 
è l’amore a cui è incline.



Spero che s’evinca dal mio scrivere malato,
l’amore che t’avrei dato.

Sbrattare presunti relitti



Gioco spesso con le rime
troppo penso d’esser incline
scevro soldato soggetto al divenire.
Rivoluzione porto dentro
ma dirottato do il consenso
ad un’etica che dice:
non puoi rinascere come fenice.
 
Così martoriato e trucidato,
da un presente
senza dubbio dirompente,
fanculo alla morale
chiedo venia all’essenziale
trascurato, tra psicosi e sovraccarico:
mi redimo per ogni peccato
 
non commesso.

Intatto



Mi gettasti
      come un sasso
           nel fondo dell’oceano.
                   Ora emergo
           mi rapprendo
      torno intatto
controvento.

 

Così finì agosto



E quella Roma
che lascia scalfiti,
scarniti,
gli scaffali
di una coscienza
a sua volta
varcata dall’assenza
definita esigenza
d’amore
che abbandoni lì
da esperto attore:
fingendo fuori
d’esser leggero
ma con dentro
il peso
d’un vuoto
intero.