A.149

 

Richiesta comune



Non mi fate
pensare
scazzare
incrociare pensieri
presunti prigionieri
d’una mente
che divora
senza sicura dimora
dove rifugiarsi,
rialzarsi
da sta melma,
ancora.

Così finì agosto



E quella Roma
che lascia scalfiti,
scarniti,
gli scaffali
di una coscienza
a sua volta
varcata dall’assenza
definita esigenza
d’amore
che abbandoni lì
da esperto attore:
fingendo fuori
d’esser leggero
ma con dentro
il peso
d’un vuoto
intero.

Ancora



E rantolo tra trappole insolite,
poi mi spezzo ossa fragili;
 
non penso che son fatto
per tirarmi su
comunque.

Eteroclisia



M’incateno a parole
in un baleno
veleno
per le mie povere stole
che cambio ogni giorno
e senza minimo sforzo
rafforzo
lo scorno.
Mi trafigge una lama:
puoi toccarmi,
trapassa,
puoi imbrattarmi
la carcassa.
Almeno riempila di poesia
arte
ed autentiche eresie.
 
Non mi lascio morire
di patetiche ipocrisie.

Tendrías que decírmerlo



‘Cuéntame

como es

que siempre

logras

despertar

lo indecible

en mi

eterna,

insatisfecha,

búsqueda.’

Forte e Impercettibile



..e potrebbe essere eterno
quel sentimento
che incombente
cresce
e dilaga
senza prospetto di fine
alcuno;
invade poi istanze
tenute segrete:
le scopre,
rimangono nude,
al cospetto di tanta
ineffabilità
che ancora una volta
travolge
e immette di nuovo
in circolo.
 
E seguita ancora:
non ti fermare mai.

Andare



Cammini
 
non ti fermi,
 
continui
 
incontri sguardi:
 
ci cerchi quello
 
che stai cercando
 
da una vita.
 

Solo Insieme



Anime fragili

immerse nel vortice

di continuo disordine,

a inglobare

con corpi sottili

la buia immensità

di un oceano,

da loro,

portato alla luce.