A.156

 

Tu, proprio tu



A cosa pensi, passante distratto, errante di tratto in tratto?
Fermati ad osservare, guarda chi poco ragiona ma molto cammina.
Parla, passante rappreso, con foga o con calma,
ciò che importa è ascoltare, filtrare, elaborare.
Continua a camminare, passante savio, e non dimenticare.

Eppure lo voglio



Dico basta alle parole dure,
capaci di farci sognare in tempi offuscati,
di illuderci di belle emozioni.

Dico basta al passare del tempo,
padrone incontrollato imbriglia noi,
cavalli imbizzarriti e doloranti.

Dico basta alla sofferenza terrena,
nella speranza di una più vera.

Dico basta alle notti di primavera,
al pari di droghe psichedeliche.

Dico basta alla maturità,
che spezza le ali come al pollame;
che altro non spera in una sopravvivenza fredda e buia.

Dico basta al senso,
che rovina la primogenita rappresentazione.

Dico basta perché l’opposizione non è altro che dinamismo dell’essere, fortifica.
Dico basta, per dire basta.

Nudi



Vesti ardite, ornati di trame intricate,
baciati da innumerabili gioielli, nudi di semplici passioni.

Vedere un corpo



Vederti mi rallenta il cuore,
affannato da inevitabili imprese,
affannato da probabili sorprese.

Vederti mi alleggerisce la schiena,
curvata da tanti confronti,
curvata da tanti bisogni.

Vederti mi fortifica gli occhi,
oscurati da brutti ricordi,
oscurati da brutte persone.

Vederti mi rinvigorisce le braccia,
intorpidite dal peso delle azioni,
intorpidite dal peso della confusione.

Vederti mi irrobustisce le gambe,
atrofizzate dall’inerzia vitale,
atrofizzate per un’esistenza banale.

Vederti mi intensifica il naso,
impoverito di odori,
impoverito di colori.

Vederti mi acutizza le orecchie,
sorde davanti l’amore,
sorde davanti il pudore.

Vederti mi ammorbidisce le mani,
ruvide per molte ragioni,
ruvide per molte passioni.

Vederti mi sanifica la mente,
ossessionata da lungo tempo,
ossessionata dal giusto tormento.

Vederti mi facilita le cose,
troppe a cui pensare,
troppe per cui penare.

Vederti, vederti, vederti,
è bello.
Un gesto lontano,
superficiale,
capace di arrivare al fondale;
del corpo umano.

Pensiero di petto



Basta con queste inutili stagioni.
Segno di un cuore che vale,
sotto una coltre di parole;
Afflitto da mille escursioni.

Non lieto, fine



Soffice danza di sensi,
armoniosa paratura;
È magnetica; scorre, la vita,
incalza ogni singolo,
ogni cosa abbraccia,
annebbia la mente.

Sceneggiatura perfetta all’uomo
annoiato che distratto si diletta.
Perde l’incanto dei momenti,
tempi brevissimi, adatti, a chi non ha fretta.

Protagonista baldanzoso sciorina l’armonia,
di vita che era, di vita che è, di vita futura.
Spensierati giacciamo, nel sopore della noia
attendiamo una fine non più pura.

Confusa questa vita con finzione,
allontaniamo il lieto fine di questa storia
che non ha mai azione;
Ciechi brancoliamo in questo ginepraio,
antagonisti di noi stessi.

Scende il sipario.

Farfalla



Beata, tu, che sei beata!

Orgogliosa creatura,
vociferi a stento ciò che provi nel tempo.
Perturbi leggiadra lo spazio,
sicura;
infallibile.
Lontana giace la crisalide squarciata,
come un passato indelebile.
Segno di un futuro che,
repentino abbatte,
sgomenta,
tormenta te, preziosa creatura.

Beata, tu, che sei beata!

Vaghi, esplori, colori;
luoghi odorosi, luoghi antichi.
Affaticata,
livida su una zolla di terra;
Gridi.
Attendi il termine di questa fugace vita,
conservi intonsa e curiosa e serena
la sicurezza, di un presente che muta,
che riscalda,
fredda,
che permette a noi di godere,
a te di morire.

Beata, tu, che sei beata!

Baciami



Esausto, ricerco quel dolce ricordo,
indelebile scava la mente,
strina le membra
attecchisce
lento e vivido e vermiglio;

Tace.

Punito, ricerco quel dolce ricordo,
nel silenzio delle azioni,
nelle immagini del tuo volto,
nei luoghi più impervi,
nei pensieri più turbolenti.

Malinconico, ricerco quel dolce ricordo,
nel tempo perduto,
nelle parole mai osate,
nelle lacrime versate.

Soffocato, ricerco quel dolce ricordo;
nei piccoli gesti,
nelle pozzanghere sporche,
nei profumi quotidiani.

Estasiato, ricerco quel dolce ricordo,
di sensi lontani,
di sguardi fugaci,
di te che parli,
che piangi,
ridi;

 

Di te, che baci me.