A.160

 

Senza filtri



A volte vorrei poter togliere gli occhiali.
Vorrei poter vedere:
L’altruismo,
La gentilezza,
La spensieratezza,

Vorrei poter vedere
Le persone,
Senza filtri.

Purtroppo,
Senza occhiali,
Non vedo niente.



Urlo nella speranza che tu possa sentirmi,
Piango nella certezza che non lo saprai
Mai
Mai più.
Stringo i pugni per poter pretendere con la violenza
Quello che non ho,
Per poi frantumarmi le nocche
Con la tua franchezza e
Crollare
Sotto il peso, della mia,
Fragilità

Poesia



Se la poesia è un seme
Io sono albero
E tu foglia
Sperando tu non voglia
Bruciarla in un sigaro,
Bruciare dell’idea la speme.

Tavola periodica



Sei un pensiero in apnea, sapore di Cloro,
ti Iodio.

E’ vero, feci lo Stronzio,
quella sera e quel tuo vestito Cobalto.

Parole di Piombo,
vicino lo Stagno,

il riflesso dei Neon,
quella canzone alla Radio.

Sul tuo volto lacrime d’Argento
sul mio, solo un’espressione di Ferro.

E ripenso spesso ai tuoi capelli color Rame,
Rovinati in quella sera da quelle parole d’Arsenico.

E vorrei urlare ma non basterebbe tutto l’Ossigeno
del mondo per un briciolo di Elio

Per poter volare, per un solo attimo fra le stelle d’Iridio
Brillanti come il tuo ciondolo d’oro.

E ormai Scandio
Il tempo che passa da quando non siamo più Nettunio.

Sarebbe stato bello viaggiare fino ad Uranio,
Plutonio,

Ma mi ritrovo Fermio
Circondato solo da tossico Mercurio.

E semplicemente,
Tu non sei più qui.

Argon.

Qualcosa di vecchio, Qualcosa di Nuovo, Qualcosa di Blu



Cose vecchie, appena comprate
Cose nuove, mai ritrovate.



Questi tuoi sguardi
Sono baci legittimi
Di due anime proibite.

Pensieri Sparsi



Una clessidra vuota
Che misura il tempo,
Ecco come mi sento.
E tu, vai a tempo?

Predico bene,
Razzolo male.
Predichi bene,
Razzoli male.

Un semaforo spento
A gestire il tempo
In un angolo spento
Di questo tempo.

Rime alkaline,
Pensiero fine.
Alla fine,
Non sono rime.

Parole confuse in sguardi chiari,
Chiari silenzi in sguardi confusi.

Soffusi, chiusi pensieri,
In lacrime assenti di occhi cinerei.

E tu, come ti chiami?
Mi domando se mi ami,
Mi domandi se ti ami.

Facile parlare quando non hai da fare,
Prova a fare mentre devi parlare,
E poi prova a pensare.

Urlare, gridare, strillare,
Vorrei vomitare
E invece mi ritrovo a parlare.

Tacite sofferenze in palesi veemenze.

E tu, come lo chiami?

#A42



Il nostro rapporto è come un semaforo rosso,
Di notte,
Quando non c’è nessuno.
Io aspetto
Quando potrei già passare.

Resti.



Resti di pelle sotto le unghie,
Resti di graffi sopra la schiena.

Resti?



Piove.

Una serata tipo



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Doccia fredda

 

 

 

 

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Refusi



Posso chiamarti ‘sta sera?

NON DETTO



Parole non dette
In silenzio, nella notte.
Parole non dette
In movimenti loquaci.

Parole non dette,
In giornate assolate.
Parole non dette
In parole veloci.

Parole non dette
Ma urlate
Fra le botte
Con le sole voci.

Relatività



Domanda: dove?
Risposta: ieri.

Virgola e Punto,



Mi sento come una virgola nei tuoi pensieri.

#A5



Mi chiedo
Se qualcuno mai
Si ricorderà di me
Di te,
Di noi,
Quand’egli studierà,
Con più
O meno
Interesse,
La storia
Che è
il nostro presente.