A.17

 

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Walking on tiptoes
into me
either again
or for the very first time

there is nothing
in this world
with no stain
that could better rhyme

Braccia a triangolo



Che mi baci
disteso su di me
e mi circondi il viso
con le tue braccia
appoggiate sul letto
un po’ a triangolo.

Il vuoto



Vuota e incapace, non rendo felice,
vago nei giorni, soggiorno nel mondo.

Stropicciata e spoglia
di una qualunque emozione
aspetto una svolta.

E il tempo che passa
sembra meno importante
del tempo che fa.

E la luna che resta
appare più opaca
del buio in cui è avvolta.

E le stelle che non hanno più luce
si son spente anche quelle
migliaia d’anni fa.

Lascio andare, mollo la presa,
sparisco, svanisco.

Paris II



Una felicità sorda ed orgogliosa
Nel diventare cittadino del mondo
Nel parlare le sue lingue
Nei cinema melanconici o nelle metro impregnate di impegni
Chissà dove stanno andando tutti

È la mia città e sono in amore con lei
Nelle sfaccettature più violente e fugaci
Perche è vita vera quella che assaggi per queste strade
Sempre bagnate, con acqua che scorre in discesa
Non ne capiró mai il motivo

Come faró ad andarmene

A lasciarla sola mentre viene consumata da altri
Assaporata da uomini distratti
Che non ne colgono l’odore
Voglio continuare ad essere
Parte delle loro telefonate, del profumo dei capelli
Chissà se le mancheró anche io

Paris



Forse è il pensiero che altri ti vivranno
Ma peggio
Non come ti ho vissuta io
Come ti ho desiderata
Amata
Respirata
Mi sono nutrita di te
Ti ho rubato l’anima
Ne ho fatto un cappello
E te l’ho restituito
Con un piccolo biglietto d’amore dentro
Sarai per sempre parte di me
Della mia crescita
Ed evoluzione
Del primo giorno in cui mi son sentita donna
E non ne provavo imbarazzo
Ho raggiunto l’equilibrio in te
Mio punto fermo
Che per quanto ci sia vento
Non cade
Che per quanto alte siano le onde
Non affonda

Trovato



Chiamala Felicità
se mai troverai
la persona che ti porta a Parigi
stando distesi a letto
all’altro capo del mondo,

se mai troverai
l’uomo che ti fa vivere Parigi
amando la persona che sei
dall’altro capo del mondo.

Trova il tuo Parigi
e chiamalo Felicità.

Resta bambino



Le vedi ancora quelle figure
sbilenche di animali
fatte di nuvole e meringhe?
Continua ad indicarle
con il dito
aggrappati all’ombra
del bambino che fu
e dell’adulto che non vuole essere.

k



Sei la mia costante
e ti prometto ad infinitum
che ti integrerò sempre
e non ti deriverò mai.

La stagione dell’uomo



Primavera di germogli, di rami
che cambian volto al batter di ciglio.
Estate di foglie, di fronde
trafitte da lampi di luce di sole.

É il miracolo della natura
che combatte per farsi bella
E annaspa tra l’indifferenza
Di chi la calpesta, di chi la violenta.

Da troppo tempo la stagione dell’uomo
Rovina la vita che fu.

 

Mi attrai e mi astrai



Mi attrai e mi astrai
Mi astrai e mi distrai
Mi distrai e mi dirai
Mi dirai e mi darai
Mi darai e mi farai
Mi farai, e cosí sia sempre
Nuovamente
Parlare di te

 

Qualche minuto



Mio oggi, mio ieri e mio domani, immensamente t’amo
e piú t’ameró
tra qualche minuto.

Ti amo con l’entusiasmo del primo giorno e con la consapevolezza del millesimo.
Ti amo con la delicatezza della tua mano e la goffaggine della mia.
Ti amo complementare, complesso e completo.
Ti amo perché non potrei fare null’altro se non amarti follemente sino a togliere ogni parte di me per donartela nel bisogno.
Ti amo in un modo diverso da come mi avevano spiegato gli altri, ignari di cosa amare volesse davvero dire.
Ti amo semplice. Ti amo forte. Ti amo puro.
Ti amo che non c’è sentimento eguale al mondo.
Ti amo per le fossette profonde e per le ciglia lunghe.
Ti amo in ogni momento e in ogni istante aumento.
Ti amo per il dentifricio aperto e le precisazioni.
Ti amo tutto. Ti amo sano. Ti amo sicuro.
Ti amo senza ogni ombra di dubbio, senza nessun raggio di abitudine.
Ti amo altrimenti nemmeno si potrebbe dirmi viva.
Ti amo per ogni tuo respiro che manda ossigeno a me.

Ti amo davvero.
Hai visto?
Dopo qualche minuto,
ora ti amo di più.

Ma ci sei



Che sapore avrebbe ogni cosa senza te?

Sarebbe un pittore senza tela,

sarebbe sordo ogni tramonto, insipido l’odore.

Sarebbe sempre inverno senza mai primavera.

 

All’amore



Sai è uno di quegli amori per cui impazzire,

per cui perdere la testa.

E’ uno di quelli per cui non conta né il tempo né la distanza,

è un amore che resta.

E’ uno di quegli amori che ti svegli con la voglia di baciare,

è un amore che ti squarcia.

E’ uno di quelli che non se ne vedono più in giro,

è un amore da farfalle nella pancia.

 

Inadatta



Prendo l’universo

come specchio per capirmi

ma le stelle viaggiano troppo veloce per me

e resto indietro,

ancora una volta,

sola.

Demolisci o distruggi



Demoliscimi se vuoi

prenditi tutto,

i sapori francesi

o il profumo di lavanda.

Distruggimi se puoi

getta via tutto,

ma non sarà un cappello

a mancarti di più.

Non so capire se sia tu



Non so capire se sia tu

o il profumo da bambino che hai sul collo

se quel che mi piace di più

siano i tuoi modi di fare senza controllo.

Ma dopo tanto cercare senza trovare

ho compreso davvero

che il bello di te

consiste nel non saperne il perché.

Pioveranno



In quel giorno i tuoi occhi pioveranno

di stupore

e dalle tue labbra diluvieranno

versi d’amore

tu ferma quell’istantaneo momento

respiralo a fondo

sospira nel mondo

rendilo eterno memento.

Promesse e Progetti



Saranno promesse
Queste parole
Come una nuvola grigia è promessa di pioggia
Come un rosso tramonto è premessa di sole.

Saranno progetti
Quei sogni
Quelle finestre bianche
Quelle tende di rose.

E ti prometto
E mi progetto
Di amarti, eternamente.

 

Sul tuo petto ritrovo



Sul tuo petto ritrovo
il battito bambino.
Sulle tue mani conosco
l’orgoglio più nascosto.
A voi che mi avete dato
la vostra, io dono la mia.

Ricordi il tempo



Ricordi il tempo in cui
non eravamo turisti ma viaggiatori?
Il tempo in cui inseguivamo
la luce fino al buio
ed il cielo fino al mare?
Me la ricordo
quella sensazione di libertà
che ci squarciava il petto.
Ci faceva sentire
rondini e cerbiatti
senza guinzagli né catene.

Lunedí



Non giudico ciò che c’è nel mio cuore.
Lo accetto.
Consapevole che
probabilmente
è più razionale della ragione.

Non rifiuto quello che mi viene da dire.
Lo affermo.
Cosciente che
presumibilmente
è più pesante di un mattone.

Ma non posso di certo
far finta di non vedere
o trattenermi dal dire
che ti amo più della domenica
e meno del martedì.

Improvvisamente



Improvvisamente
La mia felicità
Piove a terra
Rimbalzando su sassi stanchi
E il mio sorriso
Si scioglie
In una smorfia inconsueta.

È cosí che mi sento
Se la sera non torni
E la mattina non mi scegli.

È cosi che rimango
Se immagino di non averti
E ho paura di perderti.

Rispondi



Ma se io ti chiedessi

di mollare la vita

di scappare lontano

di fare l’amore

ma sempre più piano.

Se io ti volessi

con sguardo insicuro

con qualche difetto

un sorriso sincero

ma meno perfetto.

Se io ti dicessi

che per me tu sei tutto

che anch’io ho paura

che ingenua non sono

ma che non sarà così dura.

Tu, continueresti

ad aprirmi il tuo cuore

a regalarmi la luna

a farmi sentire

la tua sola fortuna?

Mi(Ti)



Mi perdo in una minuscola parte di mondo

che mi sta stretta da un pezzo,

mi guardo e non riconosco quel viso acerbo

in mezzo alla folla senza volto.

Ti perdo se non ti stringo

pancia a pancia su di me,

ti guardo e so di nuovo chi sono

con un volto, lì, al centro del mondo.

Lancio un sasso nello specchio d’acqua



Lancio un sasso nello specchio d’acqua

in cui ho immerso i miei piedi sfregiati

e faccio un respiro profondo.

Ho bisogno di sentirlo,

che i miei polmoni sanno ancora far aprire

le mie costole e assaporarsi un momento.

Ho bisogno di fermarla,

quella serie inevitabile incontrollabile imprevedibile di eventi

che sembrano vivermi senza interpellarmi.

Tempo al tempo



Le foglie arancio cadute

son ormai sepolte da neve

e già sui rami sbocciano i petali.

Non m’hanno chiesto il permesso.

Di nuovo.

In ogni mattina mesta e sfuocata



In ogni mattina mesta e sfuocata
si sveglia e si veste di maschere,
lasciando le apparenze dei più scivolarle addosso,
trattenendo un po’ d’essenza tra gli occhi finché può.

Sia mai che qualcuno gliela rubi, la sua vera natura,
che qualcuno cerchi inutilmente
di togliere le mille foglie secche
cadutegli sopra col passare dei falsi.

Non è lei, non davvero, ma è più forte,
più adatta e più nascosta.
Non è lei in quel corpo odiato e in quella voce acuta.
Ma lí, tra le mille parole e i pochi silenzi,
sta al riparo da occhi sporchi di un mondo viziato.

In ogni sera stanca e fredda
torna a casa e si lava via l’apparenza dal viso di altri,
spegne le luci e accende gli occhi poi,
non smette ancora la ricerca.

Neppure nei sogni più bruti e reali
è stanca di cercare occhi veri
che provino ad indagare tra le fessure della maschera,
che gliela riescano a levare, liberandola.

Dipingerò



Dipingerò di blu il tuo cielo grigio
E riempirò di parole il tuo libro vuoto,
Farò del tuo dolore un mio fardello
E renderò il tuo aspettare una mia attesa

Ingrati



Partoriti
dalla terra del buon vino,
dalla culla della cultura e
dal vuoto dell’ignoranza.

Nati
dalle alte montagne e dal mare blu,
dalle grandi feste di paese e
dalle famiglie ingombranti.

Parte
della letteratura e della storia del mondo,
delle labbra dei baci
dati in mezzo alle piazze.

Generati
dai grilli delle campagne e
dal caos delle grandi città,
da un dialetto volgare e da una cadenza stridente.

Siamo
un’Italia che si vergogna
della sua identità
ma che rimane vestita d’un’eterna bellezza.

N



Non lasciarmi andare
Nonostante tu ci percepisca lontani
Nonostante tu avverta un freddo gelido in mezzo al petto
Non mollare la presa
Nonostante il futuro ti possa sembrare migliore senza di noi
Nonostante tu senta i polsi rompersi e gli occhi pesanti
Non lasciarmi cadere