A.185

 

Ore buttate



Ore buttate a sognare d’esser poeta

cantare l’inchiostro sprecato fuggire dalla penna

cercare il mio dio nelle paure delle parole

mille rifugi dalla malinconia del mondo incolore.

Ore buttate a pregare d’esser vento

portare scompiglio, cantare un lamento

nominare la pace e augurarla agli infelici

chiedere ad antichi amori abbracci e amici.

Ore buttate a suonare sottovoce al cosmo

speranze per quelle terribili stelle lontane

che spente, nel tuo cielo rimbombano ancora

mentre fuori la luna conosce l’aurora.

Ore buttate sulle panchine a digiunare

tra gli ostacoli troppi e troppo pensanti da sollevare

sulle strade dell’allegria a nostalgia finita

morendo per le nuvole che oscurano la tua vita.

Ore buttate ad esser ladri

rubarti un bacio e dichiararsi innamorati.