A.191

 

Calliope



Nel cuore della notte:
calice ricolmo di
speranze e muti canti
soffocati da passanti
che vaneggian d’amore,
m’apparve della veste
tua michelangiolesca
un lembo di sfuggita,
del resto niente più:
non volgesti lo sguardo
opalino nell’ombra
cerchiata dal candore
dell’iride lunare.
Non fosti delle mani
che protesi anelanti
carezze voluttuose
culla della stanchezza
ma fugace certezza,
pallida rimembranza:
del resto niente più.
Ma nei rivi piangenti
e nei campi irrorati
e al tramonto languente
e nel bimbo che piange
un dolore ancestrale,
io ti chiamo: sicché
arde eterna nel petto
la fiamma alimentata.