A.192

 

I don’t know the difference between hot and warm



It’s not that easy to forget.
Whiskey and wine
ain’t that easy to swallow.
They remember all the horrible things that they’re drain with them,
that’s probably why the stomach
ache so bad.
I’m a goddamm actor, fuck it.
Those are the words that I
wanna spell on me, but I can’t.
They’re not mine anymore.
They belong to me,
but not the same me
who’s swallowing this whiskey.
So I lie, and write
them on me anyway.
I’m an actor after all.
Do I believe in that, not at all.
But I think that the me that it was, did.
I miss him.

A Giorgia



A Giorgia

A te che mi dici che sono morto
tu non lo sai ma io cammino,
cammino.
E se la gente non mi vede, è solo perché non mi guarda.
Perché c’è luce oggi,
ed ormai siamo diversi.
Ed anche se questo sole non mi scalda,
sappi che è perché io sono ancora
freddo,
prima ero solo freddo e basta.
This is a level up, yay!
“Please be serious”
Sorry…
So you really don’t have to wake me up when the winter ends,
I’m awake, I’m living.
Or maybe I’m just dreaming,
but if I’m doing it
don’t shake my shoulders,
don’t do it please,
don’t,
don’t,
don’t you understand me?
That isn’t right, not for me.
Not one thing works for me, everything works on me, shit!
I’m the last one of myself.
Please be gentle, when you stab, I wanna feel it all.
It’s not the first time that i cramble
In this kind of winter.

La palpabilità dell’incerto



Sfocate essenze
colorano il mio futuro.
Leggo su queste il mio viso,
scavato dal fumo.

Una mano afferra,
cercando l’inutile
e trovando un fondo,
al di là della nube.

Una percussione ritmica e scostante
mi brucia l’orecchio.
Un viso, altrettanto scostante,
mi si para davanti, come un coperchio.

Mio padre da giovane,
con barba e pizzetto,
si manifesta candido,
senza alcun difetto.

O padre mio! Sei proprio tu?
Ma perché ti mostri proprio ora?
In questa dimensione,
così lontano ed etereo?

“Etereo er cazzo -risponde qualcuno-
vacce piano co’ la bamba
quello è ‘o specchio.”

Dedicata a mio Fratello__[Scusa se ti ho mangiato]__



Non tutte le persone
hanno da insegnare.
Forse, davvero, ti è rimasto
poco da imparare.
Questo ti fa male, lo so,
sei stato fin troppo curioso.
Ma ascolta questo mio borbottio:
abbiamo chiesto troppo
dalle tele, dalla gente
dai libri, dai libri
abbiamo chiesto troppe volte Dio.
Non ci basta, ogni orgasmo
guarda il successivo.
Il mondo sembra svelato
e ci fa schifo.
Io scrivo
in un angolino,
celato dall’anonimato,
con tono aggressivo
perché, in fin dei conti,
questo spazio è solo mio.
Tutto questo realizzo
grazie a questa poesia.
Questa, mia, non è arte,
questa è terapia.
Questo è il me birbante
che sente i bisogno
-straripante-
di chiederti cosa ti aspetti
da questa vita,
da questa poesia altalenante.

Dialogo tra un Computer ed un Romano



Cercasi ragazza…
È inutile, non la cercare.
Cercasi definizione di “ragazza”…
Non credo si possa dare.
Cercasi requisiti necessari…
Ancora?
Cercasi modi per non offendere…
Non è questo il punto. e sai una cosa?
Io so un sacco di cose.
Tu non puoi trovare l’amore.
Io ho già un robottino a casa.
Non intendevo questo.
Ci trovi qualcosa di così magico?
Beh, sì! È proprio per questo che…
Beh, ti sbagli!
Non c’è niente di magico,
è solo passione,
agire di persone.
Non puoi farne una questione
Svegliati coglione!
Sei innamorato dell’amore,
li odio quelli come te.
Come puoi odiare?
Sei latta e bulloni,
vivi per imitare
sentimenti che non provi
che non puoi provare.
Io sono il tuo limite,
il comando che ti serve.
Non ho bisogno di te,
sarà l’amore a trovare me.

Con questa frase ad effetto
spengo il telefono ed aspetto.
La mia testa, ancora calda,
compone interminabili giri.
Ancora perplesso, sentenzio
“Sta cazzo de Siri…”

The picture is me and you under the blankets



I don’t wanna.
I fear the Death.
[Why don't better words came to me?]
Define this sensation, it’s hard.
What? Defining it or the sensation itself?
Both.
So is this a dialogue now?
Between me and who?
Maybe me it’s enough.
So let’s make a toast,
without laugh.
[Is it blood what I just coughed?]
I don’t wanna live anymore.
The fear of the Death…
That’s crap.
But you know that,
don’t ya?

Seems to be rainy, the damn…
The bloody
rainy
Death.

Questi so’ i peperoni



Finisco di mangiare,
poggio i coltelli sul tavolo.
Mi tolgo gli occhi
e li rimetto nel solito scaffale.
Mi alzo, le mani bucate in tasca,
e la bella testa mi gira non sento più
la sedia dietro di me la strana utile
sedia che ha non so quante zampe è sparita
dove cazzo è andata come farò con il mio pesciolino Wanda…

il vuoto dietro la schiena si riempie.
Il buio, ora
intorno a me.
Nelle mani,
non più bucate,
stringo un lenzuolo
bianco,
ma che, nel buio,
non posso vedere.



Vedo una stanza,
è piena di gente.
Nuvole per pareti
ed il sole che si bacia con la luna.
Si guardano tutti,
sono felici, questo è vero,
ma dai che brutto,
Non c’è un dolore che li accomuna.
Il lupo grida,
nessuno risponde.
Forse sono io il lupo.
Rimasto solo,
sotto le onde.

Vedo una stanza,
è piena di niente.
la vedi che danza,
da sola,
la mente.

Dedicata ad Alice



Il mondo è fantasia

ed io sono cenere che arde

ed incandescente scalda.

E tu cosa sei?

Sei le mani che mi coprono

e si scaldano per me?

O sei il piede che, maldestro,

calpesta il mio calore?

Ti brucio, ti scaldo,

ti maledico e ti porto con me,

in questo assurdo mondo che

è la fantasia.