A.194

 

Tua.



Né di gesta, o parole fui complice,
Ma d’uno sguardo,
Come un cielo stellato, nella notte scura,
Brillando mi porgeva saluto.
E d’un sorriso, lieve come un’alba invoca il giorno, sul tuo viso,
Invocava amore.



Affronta la vita,
Con la stessa intensità
D’una notte d’amore.

Nadia.



E l’occhi tua,
Il silenzio d’un lago.
La gioia dell’alba .
Il profumo del mare.
La meraviglia d’un tramonto.
Crudeli a chi si riflette.

Inni alla vita



Non manchi certo di bellezza oggi, coperto dall’ordinaria follia del tempo,conscio, del tuo splendore passato e futuro.

Attese.



E tu che aspetti fiori,
Semini la pietra,
E perdi la speranza,
Annaffi con lacrime,
E mentre torni nel giardino della malinconia,
Nasco.

Anemos



Metti l’anima in pena tu,
S’offendi le sue miserie,
Tanto da rifiutare la lotta,
Pronto alla resa di ciò che non sei.
Metti l’anima in pena tu,
Se vivi malinconia,
Con lo stesso ardore della gioia,
E non sai chi combattere.
Metti l’anima in pena tu,
Per scrivere due parole.



Tu che sei la primogenita dell’ emozione,
Delicata come i fiori del vento,
L’armonia d’una Camelia,
L’eleganza di un Narciso,
L’incanto di una Rosa,
La natura ti rese omaggio, che di te solo, vivi.
E l’omo riversò l’invidia su di te,
Quando l’avido entrò nel giardino dell’Eden,
Accecato d’ira i fiori strappò.
Tu, Donna, meriti solo il vento , ti sfiori.

À me



 

Cosparso di vita, nella terra dè morti.
Pioggia di pene,lava la pelle.
Ancor là é l’anima dispersa,
Al cercar l’amato piacere.

Che io mai m’inchini all’ omini forti,
Cacciator di Dame e di stelle.
Nell’ atto eroico egli dispensa,
Com’è debole dinanzi al dovere.

Né io son capace di desiderio,
Né man di vita protese,
Al cercar risposta al core.

Nell’ lottar, l’animo si fà fiero,
Che da sempre esso difese.
Purché colma di fior d’amore.



Ritrovo così le mie parti più intime,
Disseminate a vanvera,
Nel cammino di un viaggiatore
Senza meta.