A.198

 



Si specchiavano

luci brillanti,

nel cielo

nei cofani delle macchine

e nella mia birra

che guardavo per non guardarti

e sentire parole dalle tue labbra

dirmi

che siamo più lontani di prima.

 

E quello scoppio

ancora lo ricordo

come una crepa

al cuore

senza fare rumore

senza fare luce.

Keleti Station



Da raggi filanti

in piccole finestre

riecheggiano.

 

I suoni

dei treni persi.

I ricordi

dei baci presi

Redentore



E se ti dico che sei

un fuoco d’artificio

e ad ogni tuo scoppio

è un mio battito

al cuore

non al cielo.

Che il redentore

di Venezia

non potrebbe capire

tutto ciò

che puoi far provare

in una sola notte.

Elementi



Io sono fuoco,

voi aria.

M’avete alimentata

e in me l’odio

ardeva.

Tu sei stato per me acqua,

una sola goccia

del tuo viso

m’hai spenta.

Fui cenere

senza pioggia

spazzata via dal vento.

Cantante



Ci siamo conosciuti

per caso

in un bar.

Ma, fin da subito

hai cantato

le note più alte

della mia felicità.



Vorrei che leggeste

per caso

per via

una mia poesia

e qualcosa in quelle poche parole

vi facessero ricordare me.

Poetico



Che poi a te che importa

delle poesie che ti scrivo?

Che tanto di poetico

non c’hai niente.

Se non i tuoi occhi

ai quali attribuivo mari,

O le tue labbra

che paragonavo

alle  rose che avrei voluto ricevere.

Che sono stata io

a renderti poesia ai miei occhi

facevo di te versi e rime

e ti rileggevo come fossi mio.

Camicia Blu



Mi ritrovo sempre lì.

Perché giro in tondo

ma non cambio strada,

spero di sbatter contro

quel tuo viso

fatto di dubbi.



Alle volte vorrei

alzare il volume

della musica

per non sentire più

il rumore

dei miei pensieri.



Tempo speso a guardarci

in innumerevoli momenti,

quando fuori un mondo

ci aspetta

 
Facciamolo assieme o

andrò sola,

la mia mancanza

non è l’amore.



Mi basta

un solo minuto,

un solo secondo,

per ricordare

e affondare

nell’oblio.

Nel quale tu

non ci sei

ed io

ci sono,

per due.