A.214

 



Se non ti vedo

Mi infesti di dolcezza

I pensieri 

-

Mi rivolgo a te

Aria fresca

Nella città stantia

L’uomo in carrozza aveva ragione



Il pezzo faceva

“Pelle sacra, pelle glabra”

-

Prima che ti dessi 

Il primo bacio

-

Il contatto mi ha assordato,

I tuoi suoni imperavano

Il mio udito fremente

Ignaro della Musica

-

È stato non esistere,

A letto con te

Ho dimenticato la morte.



C’è molto di più:

Un terreno fertile 

Di sensazioni,

Finestre sul mare.

Siamo giunti all’orizzonte

Per giocare con le parole

Mica Ombre



Con gli occhi sbarrati

Nessun ombra di sonno,

Mica per tormenti emergenti,

Caldeggiata da una noia

Che in oscura solitudine

Non mi coglie affatto

Preso da focose fantasie 



Ho fatto della sincerità 

Un’arte croccante

Al sopraggiungere subdolo

Di bugia noi condiamo la realtà 

La Materia Fecondante dei Fiori



Vi apparirò impopolare,

Ma questo polline,

Che s’infila nelle narici,

Danza brillo nell’aria,

V’infastidisce nel sole,

È per me una libidine

Egeone



Come scogli turbati, dalla mareggiata

Vengono erosi

i tuoi ostacoli interiori

Dagli interminabili Oceani della Notte



Evado le mie linee guida

Indotte per evitare la tortura

Ritrovandomi impantanato

Nel letto sudato bramante grida

Guerra Santa



Costantemente immersi nella logica

Interrompo i vostri discorsi lineari

Con una dissertazione magica

Sui destini in crociati dei templari

Nuvole



Cristoddio ma guarda come incombono

In questa città che non conosce vento

Occasioni



Schivi nella quotidianità, 

Ci evitiamo,

Se possiamo non perdiamo

Quei due minuti inutili,

A salutarci

Quelle due ore utili,

A conoscerci.

-

Ma bastano alte vibrazioni

Un guasto al pullman,

Un cioccolatino esposto,

Un bicchiere di troppo,

-

Per scioglierci e stenderci al sole.

Non Sono Paranoico, ma…



Il lamentoso logorroico

Si dipinge fresco eroico

Pronto a lanciarti?



Goditi l’infinito del cielo stellato

Scambiandolo per un torcicollo,

Sporcandoti di sabbia

Che ti si infila ovunque.

-

Per fare un bagno al tramonto

Ti dovrai far aspettare, solo

Non ci sarà il sole a scaldarti 

Quando uscirai dal mare buio.

-

Avrai la tua storia d’amore,

La notte esplosiva di sesso,

Se ti metterai alla prova

Rischiando per una ragazza.

-

Per tuffarsi nello stupore

Ci vuole un bagno di sudore.

Signori, avevate la mia curiosità



Sospendo l’attenzione 

Dai dettagli del mondo

Per porla 

Su di te

Su di te

Grava il peso,

La magnetizzazione

Del mio ago fremebondo.

Faccio il bagno nei riflessi



Mi lancerei

In questa distesa

Di luce 

Per te

Che non ti conosco

Sperante di poterti

Incontrare

Negli abissi

Di questa città 

Così nuova

Ad ogni sguardo forestiero

-

Ieri era tempesta.

Oggi una quiete 

Maledettamente romantica.

-

Il vento manda al diavolo

Un passato

Che può tornare

Il fiume non porta

Mai

Indietro

Niente e nessun attimo

-

Il tronco scorre

Sotto i miei occhi,

Si allontana 

Inesorabilmente.

-

Il sole se ne va

E io lo aspetto 

Fino al futuro.

15 Febbraio



Dall’autobus

Immerso nel picco di influenza,

Ti ho visto ferito

Nel fioco carruggio

Buttare per terra,

Calpestare senza clemenza

Le numerose rose

Che non sei riuscito

A vendere ieri

Esposto



Sono sempre stato

Così suscettibile

Al Niente

 

Alza il Volume



Falsa quotidianità

Di chi lavora

Di chi non balla

Di chi cammina dritto

Di chi non vive.

 

Sottocoperta brulicano

Immagini esplosive,

Nostre oscurità,

Istinti.

 

Liberati dei vestiti

Torna nel ciclone.

 

Fatalmente Rapiti



Ci nascondiamo

Nella brezza

Spiriti in festa

Soggetti a Bellezza

Che senza nostra protesta

Ci fa

Suoi,

Liberi sudditi,

Da molto lontano.

Confessioni



Su questo letto

Ci sveliamo

Paure e fastidi

Per giocare

Con i nostri disordini

Codardi



Perso il bacio

fuggiti gli sguardi

la danza ha vinto

è già tardi

 



Circondato

Da chi considero

Peggiore del fumo

Solo sul mio sentiero

Come le onde

Sugli scogli

Mi frantumo.

Col senno fuggo

I tuoi imbrogli

Nei paraggi

Nessuno  risponde

Mi spingo in mare,

Remoto

 

Le correnti

Mi portano

I tormenti

 

La coppietta di squali

Gioca con me

Che sono

Un gustoso calamaro

 

Non cerco medicinali.

In questo giorno

Non mi basta

L’Azzurro.

Una Cena Seccante



Sapori della terra

Nutrono gli occhi

Che bruciano

Così vecchi

 

Freschezza

Risate

I pasti in compagnia:

Segreto della felicità

 

Onde nell’aria,

Non solo la musica

Dev’essere

Quella giusta

 

Peccato per i commensali.

Di Notte



Non dormo

Sopraffatto dallo stormo

Di pensieri, dal troppo

Spazio, esagerati orizzonti

Dentro e fuori di me

Con la mente al galoppo

Scrivo racconti

Con l’inchiostro bianco

Dell’immaginazione



Fra queste figure

 

Non penso

Il mio futuro

Non curo

Il mio senso

 

Ma adoro questa canzone

Draghi



Anni strabilanti

Battaglie di maghi,

Orchi e giganti

 

Dietro svaghi

Stelle di capitani

Ottenute truffando

Sul campo del mare

 

Della vita

I principianti

Vittoriosi

 

Usciti dai castelli

Di sabbia

Nuovi duelli

Nuova gabbia

 

Quando abbiamo smesso di giocare?

In Musica Veritas



Temi te stesso

Le tue profondità

Le tue verità

Chi sei adesso

E chi eri un tempo

Quando fuggi,

Nottetempo,

La Musica.

Colonna sonora

Dei finti saggi

E di chi onora

La stupida fatica

Di vivere a pieno

 

Canzoni

D’amore

Tremo.