A.219

 

Quasimodo



Quasi mi stupisce il modo

di questi uomini

 

anche se sordi

si può sentire l’odio.

“Amore”



poi ti sei girato

e delle tue parole

ho potuto assaporare

solo il retrogusto.

 

Casa in pietra



Cresceva piano e cristallina

la mia confusa calma.

Oggi

vanno creandosi incontrollabili crepe

nella casa della mia giovinezza.

L’incessante crepitio del dolore

incontrastabile cavalca la cresta

della mia onda .

“E se crolla?”

Flavia



Tu che

nonostante il moto incondizionato

di emozioni

mi guardi

negli occhi,

mi sorridi

e

“andiamo”



Fuori c’è il sole, ne vedo i raggi sui rami,

sui mattoni delle case e su quello che brami.

Vorrei scappare e regalare alla mia mente il suo calore;

liberare la mia pelle dal suo freddo pallore.

Dentro a queste stanze, invece, vengo pervasa dal dolore;

piango per il grigiore ed appassisce ogni fiore.

La mia mente si uccide e si tortura:

non sopporta di essere legata e la monotonia gli fa paura.