A.22

 

Apertura



Cammino
Pedata dopo pedata
Penso
Penso al pensare
e all’andare
e a come passeggino le due cose
Penso a tutto e cammino
Penso a noi
E mi fermo

Respiro



Storie sospese
tra pagine di libri
percorse con le dita
e mai concluse.
Fuggo sempre
ma questa volta
mi fermo
e tremo.
Tu non avere paura,
è solo la fine.

XXVI Agosto



Notte scura, fari alti.
Sfrecciavi come al solito,
ce l’ha detto la carcassa della tua auto.

Spero di avere un’allucinazione
solo per rivederti,
solo per vivere nella breve illusione che non sia successo nulla
per farmi raccontare qualcosa,
per sentirmi dire che ora stai bene
e che non devo avere paura.

Allora torniamo insieme a quel giovedì
Viviamo dentro quel ricordo
e quelli prima ancora.

Io, però, ti ho visto, steso al freddo.
Un’immagine indelebile che mi ricorda che
Tu, qui, non ci sei più.

Noi c’eravamo tutti, campione,
a salutarti.
Se solo avessi saputo che quella dannata notte sarebbe stata l’ultima avrei goduto di più del fragore della tua risata, ti avrei stretto così forte da non lasciarti respirare e ti avrei detto
“Non andare”



Picchia forte il sole,
gelido il vento.
Settembre, ti sento.

Omaggio



Lui ti amava
con il cuore,
con l’anima.
La sua poesia
era per te.
Ironico come invece
noi tutti, fortuiti destinatari,
ci siamo ritrovati ad averla.
La tua indifferenza
tagliente come il gelo
ha freddato quella sua ultima fiamma.
Lei è arrivata con i tuoi occhi
e se l’è portato via
il sonno.



Si sparisce
dalla vita,
Lei
non si era neanche accorta di te.
Quanti piangeranno il tuo nome?
Immortale
è solo chi è già morto
e ci ha lasciato un pensiero
un momento significativo
da un passato più o meno distante.



Per quale motivo ti infuri?
Non vedi che mi mortifichi?
Mi lasci con i singhiozzi ma
completamente senza fiato.
Come parallele noi due
senza incontro,
senza fine la lite.
Ti ho chiesto di fermarti
ma tu non mi ascolti.
Aggiungi ancora punti
alla tua retta,
non smetti mai.
Io sono un segmento da un po’
per aiutarmi,
per difendermi
non ho detto altro.
Non ho più aria ora
non sento nulla.

Niente, nessuno ed io



La pesantezza del vuoto
divora tutto quel che c’è di vivo,
se ne ciba avidamente
e resta il nulla.
Tutto si smembra nell’infinito
fino a perdersi
fino a scomparire nel nero più intenso.
Compagna Cecità
amica del nulla
teatro di questo strazio.
Riappropriarsi di
ogni
singolo
brandello
questo è il fine
adesso.
Come aggrapparsi a scivolose dita
a cui non interessa di
perdersi e
perdermi
indifferenti
passive mani.
Niente, nessuno ed io.
Io sprofondo nella consapevolezza che
tra quelle schegge di passato
c’è il vuoto
ed è qui che mi trovo.

Giallo



Giallo,
tiepido ed ingenuo
il colore della tua voce.
Calma,
padrona di istinti
condottiera di gialle passioni.
Luce verde
proiettata sulle mura
zuppe di passato.