A.227

 

Vorrei



Vorrei essere una farfalla,
saper volare,
quel tanto che basta,
per poter guardare le cose dall’alto
senza toccarle,
sfiorarle.

Vorrei essere vento,
per farti sapere che ci sono.
Coglierti di sorpresa in una giornata estiva,
rinfrescarti.
Per farti stringere nel tuo paletot
quando le sere d’inverno tornerai
a casa, stanco e solo.

Vorrei essere tempesta,
per parlarti senza parole
di quegli umori che a volte mi prendono.
Essere lampo e tuono
pioggia grondante.

Vorrei essere un fiore,
per essere bellezza da non cogliere.
Ma vorrei anche essere un albero,
avere radici solide,
crescere,
forte e rigoglioso verso l’alto.

Vorrei essere un paesaggio
in cui perdere lo sguardo
e farti venire voglia di cercare te stesso.

Vorrei essere mare,
per riflettere il blu del cielo.
Essere baciata da luna e stelle.

Vorrei essere onda,
per cullarti quando sarai stanco.
Il mare in cui poterti abbandonare.

Infine,
vorrei essere porto,
dal quale vederti partire
per tornare.

Abitudine



Me scetai na matin senza te pensà,
a ser o’ cor rerev n’anata vot.
Era l’abitudine e te’ scurdà.

Unchained



Con l’anima squassata dal vento della rivoluzione,
attaccavamo senza difesa.
Quella guerra silenziosa non avrebbe avuto un vincitore,
non una fine.
Nelle retrovie qualcuno di noi è rimasto aggrappato ad un sogno,
un sogno che non sapeva sognare.
Non capimmo mai che le catene dalle quali liberarci eravamo noi.

Milano



Mi troverai,
In autunno al calpestar delle foglie secche
e ti volterai
ma io che vorrei esserci non ci sarò.
In dicembre, le luci: il Natale.
Quella casa così piccola,eravamo noi.
In quella strada oggi così lontana, noi esistevamo.
Quel freddo caldo,
mi fa nostalgia.
Ed ora che non siamo che un ricordo,
ora che non so quanto sia vero di ciò che ricordo,
Io, resisto di dolci malinconie.