A.227

 

Qualcosa di bello



Ti tradirà l’esitazione di un istante,
lo sguardo che cade imbarazzato.
Ti tradiranno tutte quelle parole
che non ti nascondono così bene.

Ti tradirà la spontaneità di un gesto,
la tenerezza dei tuoi occhi sorridenti
alleggerisce il peso di tutte queste persone vuote.

Mi versi un altro bicchiere di vino
E per il tempo che ancora ci resta sarà bello notarlo
tra tanti che di te niente hanno capito,
perché di te niente hanno.

Su questo treno



Su questo treno, in questo tempo sospeso,
tra quello che ho lasciato e quello che ritroverò,
in cerca di qualcosa che nemmeno so.
Sono seduta al mio posto, lato finestrino,
guardo attraverso il vetro opaco
lo scorrere disordinato di città
e di paesi che non ho vissuto.
Transito in luoghi che mai abiterò
e tutte quelle vite che, per puro caso, non sono le mie
le sento vibrare
tutte insieme
“chissà come sarebbe stato se”
ci rifletto un po’
e per il tempo di una sosta,
aspettando una ripartenza,
sono lì e non qui.
Non sono più solo me.

La consapevolezza sull’amore



Maturo esperienze,
colleziono errori,
vinco le mie sconfitte.
Mi alleno a riconoscerti.

Ma queste mani sapranno nuovamente tremare?
Ma questo cuore saprà riconoscersi, col tempo, in un altro complice?
Ma chi mi ha preso tutti i fa diesis?

Gioisco di queste solitudini
Per riempirle di tutto quello di cui un giorno ti parlerò.
Questa sera che già mi manchi,
ti aspetto e non ho fretta.

Vorrei



Vorrei essere una farfalla,
saper volare,
quel tanto che basta
per poter guardare le cose dall’alto
senza toccarle,
solo sfiorarle.

Vorrei essere vento,
per farti sapere che ci sono
cogliendoti di sorpresa in una giornata estiva.
Per farti stringere nel tuo paletot
quando le sere d’inverno tornerai
a casa, stanco e solo.

Vorrei essere tempesta,
per parlarti senza parole
di quegli umori che a volte mi prendono.
Essere lampo e tuono
pioggia grondante.

Vorrei essere un fiore,
per essere bellezza da non cogliere.
Ma vorrei anche essere un albero,
avere radici solide,
crescere forte e rigoglioso verso l’alto.

Vorrei essere un paesaggio
in cui perdere lo sguardo
e farti venire voglia di cercare te stesso.

Vorrei essere mare,
per riflettere il blu del cielo.
Essere baciata da luna e stelle.

Vorrei essere onda,
per cullarti quando sarai stanco.
Il mare in cui poterti abbandonare.

Infine vorrei essere porto
dal quale vederti partire,
per tornare.

Abitudine



Me scetaij na matin senza te’ pensà,
a ser o’ cor rideva n’anata vot’.
Era l’abitudine e te’ scurdà.

Unchained



Con l’anima squassata dal vento della rivoluzione,
attaccavamo senza difesa.
Quella guerra silenziosa non avrebbe avuto un vincitore,
non una fine.
Nelle retrovie qualcuno di noi è rimasto aggrappato ad un sogno,
un sogno che non sapeva sognare.
Non capimmo mai che le catene dalle quali liberarci eravamo noi.

Milano



Mi troverai,
In autunno al calpestar delle foglie secche
e ti volterai
ma io che vorrei esserci non ci sarò.
In dicembre, le luci: il Natale.
Quella casa così piccola,eravamo noi.
In quella strada oggi così lontana, noi esistevamo.
Quel freddo caldo,
mi fa nostalgia.
Ed ora che non siamo che un ricordo,
ora che non so quanto sia vero di ciò che ricordo,
Io, resisto di dolci malinconie.