A.34

 



All’ombra di una me cambiata

inventerò nuove parole

con le quali scriverò folli spirali d’oblio

rappresentanti la premorte interiore

un nuovo cielo coprirà le nuvole

e noi capiremo che l’acqua del mare non è blu

e noi capiremo che non esiste memoria

e noi capiremo che tutto è un sogno

e noi capiremo di essere morti



Quando parli e sai di non essere ascoltato

quando ti accorgi che per un secondo non hai pensato

quando consapevolmente fingi di essere saggio

quando sbagli il destinatario di un messaggio

quando fai la pasta senza il sale

quando salti un gradino per le scale

quando fai una rima involontaria

quando correndo ti manca l’aria

quando sbagli le parole di una canzone

quando vorresti piangere senza una motivazione

quando capisci che c’è troppo da sapere

quando al cinema non sai che film vedere

quando ti danno il resto sbagliato

quando scopri che all’ultima festa hai vomitato

quando qualcuno non vede il tuo saluto

quando trattieni uno starnuto

quando ti chiedi se un dio esista

quando riconosci una faccia già vista

quando ti togli i pattini e ti sembra di essere leggera

quando sei convinto che la tua ipotesi sia quella vera

quando ti masturbi di nascosto

quando qualcuno ti ruba il posto

quando decidi di smettere di fumare

quando mentre baci senti una gamba tremare

quando ti beccano i suggerimenti scritti sul banco

quando dopo dopo esserti fatto vai in bianco

quando ti resta un dito dentro al cassetto

quando vedi un senzatetto

quando arrivi in ritardo

quando sai di essere un bugiardo

quando ti fermano i carabinieri

quando non hai più pensieri

Abitudine



Quando sono agitata mi mangio le dita

Quando sono sola mi mangio le dita

Quando sono nervosa mi mangio le dita

Quando sono arrabbiata mi mangio le dita

Quando sono imbarazzata mi mangio le dita

Quando sono al telefono mi mangio le dita

Quando sono indecisa mi mangio le dita

Quando sono emozionata mi mangio le dita

Quando sono pensierosa mi mangio le dita

Quando sono ferma mi mangio le dita

Quando sono in anticipo mi mangio le dita

Quando non so che dire mi mangio le dita

 

Quando non mi mangio le dita, mangio dell’altro



Ho fatto sogni strani questa notte

dove i rapporti con le persone mi erano vietati

o mi era necessario celarli dietro porte chiuse a chiave

Sogni che sono veri solo nei sogni

e torbida insicurezza mi rende ciò che sono,

finto ghiaccio e finta roccia

ma sono davvero io anche quando fingo di non essere?

Come la fame isterica,

come se io vi fossi debitrice,

come quelle calze che mi furono rapite,

trofeo di una verginità rubata

Mi impongo di non agire,

di agire diversamente.

Mi fermo a pensare e non mi fermo più