A.45

 

Poesia



Tatuandomici,

mi sono scoperto

essere

nessuno.

È da allora

che mi trascino dietro

una codarda

ombra d’inchiostro.

Volevo



Volevo

velluto

avvolgermi

il volto.

Volute

velivole

di fumo

sciolto.

Volubile

vanto

di un vile

valore sepolto. 

Tarantola



Una tarantola

si nasconde dormiente

in fondo alla mia

gola;

 

il suo nido

è nudo e nero,

morbido di cotone

ruvido e spinoso;

 

la sento mentre ingoio,

ingurgito le sue uova,

e le bevo giù

in fondo alla trachea;

 

le bevo giù,

e le lascio giacere

incurante

nel loro nido di polmoni.

 



Emerge come marmo scolpito dalla luce.

Maschere



Mentre succhiava da

quella tazza di metallo

freddo e ferroso

con sapore di sangue

il suo tè con latte,

le arpie divoravano erba,

masticando fango e melma,

mascherandosi la faccia

con terra e sabbia sporca. 

Armatura



Ho bevuto

cera liquida

questa sera.

 

Le mie labbra

non trasudano

passione.

 

Le mie labbra

ricoperte

di patina asciutta

 

m’impediscono

d’amarti,

questa sera.

Accordo



Un sintetico millennio

ho passato a scordare

un ostinato accordo

col sapore di miele

andato a male.

Digestione



Nel silenzio di una candela

ascolto il fluire della pioggia

nei muri di mattoni umidi,

timidi intestini di tubi. 

Una pelle



Muschio e foglie secche

si nascondono tra i tuoi capelli.

Odore d’autunno,

sì,

rocce frastagliate

bagnate da spuma ferita.

Croccanti frattaglie

sono i tuoi occhi,

aghi di pino le tue pupille.

Una pelle.

Calli



Il futuro

è nelle mie mani,

ma con esse

mi sto aggrappando forte

al passato.

Argilla



Abiterò castelli invisibili

sognati da altri.

Mi nutrirò delle mie unghie –

spezzate nevrotiche seghe.

Camminerò sentieri d’argilla

fresca

che m’inghiottiranno

come cannibali sabbie mobili.

Espira



Polmoni

pieni di sassi

 

Occhi

collosi di resina

 

Orecchie

colme di fiori

 

Narici

infestate da fumi

 

E crani

ripieni di acqua salata. 

Sangue blu



Macabri vessilli

che sbattono

come impiccati,

tra i monsoni,

e da essi violentati.

Enormi navi

di ossa che tagliano

oceani salati,

indaco scrigni

di annegati.